ISSUE 13 > Geir Jenssen
“Cho Oyu 8201 m - Field Recordings From Tibet”
(CD, Ash International, 2006)
Leandro Pisano
Questo lavoro di Geir Jenssen/Biosphere, tenuto da parte come uno scrigno nascosto per diversi anni prima di vedere la luce, parla semplicemente di un’esperienza di ascolto immanente, panica, altra. L’impresa, raccontata parallelamente per immagini e parole, come un diario, nel finissimo artwork e sul sito dell’autore di Tromsø, è la scalata della sesta vetta più alta del mondo, posta a 20 km dall’Everest, al confine tra Nepal e Tibet, il Cho You appunto. E’ questo il teatro di un incredibile viaggio nella doppia dimensione della materia e dell’inconscio, alla ricerca del limite, nell’abbraccio totale con la natura. Là, dove l’aria è rarefatta all’estremo, si dipana la celluloide sonora che isola frammenti di straordinaria intensità e suggestione, in un tutt’uno di field recordings e spezzoni acustici di un film virato di solitudine e bellezza. Il rumore del respiro nella maschera d’ossigeno, i suoni captati nella radio ad onde corte, il sottofondo abissale della montagna sterminata, il volo a spasmi degli uccelli, i campanelli tibetani lontani, le voci cantilenanti dei pastori, infine il silenzio captato nel vuoto della tenda: fotogrammi di una sequenza mozzafiato, in un turbine psichedelico di sensazioni ed immagini. Si rimane prigionieri dell’ascolto, alla fine, persi nell’immaginazione, nell’astrazione, nel vuoto.
(Leandro Pisano)
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