ABSTRACT

by Inti Guerrero and Raimond Chaves & Gilda Mantilla

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The images, sketches and maps are based on documents compiled by Lima based artist duo Gilda Mantilla and Raimond Chaves in their years long research in the Biblioteca Amazónica of Iquitos, the largest collection of historical documents in the Amazon region of Peru. Next to this library stands the House of Iron, designed by Gustave Eiffel in 1899 for the Paris Exhibition and transported piece by piece to the jungle, likely becoming the first prefabricated house in the Americas. Iquitos was the center of Peru's highly lucrative rubber business and, together with Manaus in Brazil, it held the global monopoly on rubber during its boom years. 



Manaus possesses another example of 19th century grand eclectic architecture, the Opera house known as the Amazon Theatre. Both buildings were symbols of a new wealthy tropical gentry, which was appropriating European bourgeois taste as its aesthetic paradigm and building these structures as attempts at placing their cities among the worldly centers of civilization. Both buildings can be considered archeological sites of an early stage of globalization, a dislocated modernity shipped to the core of the rainforest. 

Leaping closer to our times, in 2005 MTV Brazil produced a concert of The White Stripes in the Amazon Theatre in front of a massive audience. The concert was a celebration of Jack White’s wedding, which had taken place hours before the show as an indigenous ritual on the Amazon River. The White Stripes were the first rock band ever to be allowed to play at the legendary venue, which has otherwise hosted only classical music and opera since its foundation. 


Mantilla and Chaves appropriated the images in the archive with only slight interventions, creating a body of work that discusses engineering planning in the tropics, land exploitation, entropic architecture, informal urbanism and the visual manifestations of past and present economic booms and their related investments in an otherwise humid and non-uniform reality. Perhaps it is this contrast that one encountered during the White Stripes concert in Manaus. The euphoria of a youth whose subjectivity is marked by the globalization of today’s musical taste was in sharp contrast with the pompous "conservative" architecture of the opera, making it clear, like the drawings in these pages, that the idealist promise of progress in the project of modernity in the tropics had become an uncompleted and everlasting program of contradictions. These drawings seem like subjective x-rays of the bodies of those who inhabit the Amazon today, and also of the technocratic corporations that exploit the territory. They depict imagery situated somewhere between values of production and tropical forms of hanging-out.



Gilda Mantilla (1967) and Raimond Chaves (1963) have lived and worked together in Lima since 2001. Their projects link their mutual interest in drawing, the Latin American context, and the (de)construction of knowledge through research in specific archives.

Inti Guerrero (1983) is an art critic and curator born in Bogotá, Colombia. He has recently been appointed Associate Artistic Director of Fundacion Ars TEOR/éTica. He has curated several shows in Latina America and Europe. His texts have appeared in many international magazines.


All images: courtesy Revolver and ProjecteSD.





Le immagini, gli schizzi e le mappe si basano su documenti redatti dalla coppia di artisti formata da Gilda Mantilla e Raimond Chaves, che lavorano a Lima, negli anni di ricerche alla Biblioteca Amazónica de Iquitos - la più vasta collezione di documenti storici nella regione amazzonica del Perù. Vicino a questa biblioteca sorge la Casa de Fierro, progettata da Gustave Eiffel in occasione dell’Esposizione Universale che si tenne nel 1899 a Parigi e trasportata pezzo per pezzo nella giungla; apparentemente, si tratta della prima costruzione prefabbricata delle Americhe. Iquitos è stato il fulcro del redditizio commercio della gomma peruviano e, insieme a Manaus (Brasile), ha detenuto il monopolio globale della gomma durante gli anni del boom.

Manaus vanta un altro esempio di grandiosa architettura eclettica dell’Ottocento: il teatro dell’opera conosciuto come Teatro Amazonas. Entrambe le costruzioni erano simbolo di una nuova e benestante aristocrazia che aveva assunto il gusto borghese europeo a proprio paradigma e edificava queste strutture come tentativi di inserire le rispettive città tra i centri mondiali della civiltà. Ed entrambe le costruzioni possono essere considerate siti archeologici di uno stadio iniziale della globalizzazione, una modernità dislocata e trapiantata nel centro della foresta equatoriale.

Spostandoci in un’epoca a noi più vicina, nel 2005 MTV Brasile ha finanziato un concerto dei White Stripes al Teatro Amazonas, di fronte a un pubblico numerosissimo. Il concerto è stato una celebrazione del matrimonio di Jack White, officiato qualche ora prima dello spettacolo in un rito indigeno sulle acque del Rio delle Amazzoni. I White Stripes sono stati la prima rock band a suonare in questo luogo leggendario, che dalla sua fondazione in poi ha ospitato esclusivamente musica classica e concerti d’opera.

Mantilla e Chaves hanno fatto proprie le immagini dell’archivio attraverso lievi interventi, creando una raccolta che tratta di pianificazione ingegneristica ai tropici, sfruttamento del territorio, architettura entropica, urbanismo informale, manifestazioni visive dei boom economici passati e presenti e i relativi investimenti in una realtà altrimenti umida e disomogenea. Forse si tratta dello stesso contrasto con cui si sono scontrati gli spettatori del concerto dei White Stripes a Manaus. L’euforia di una gioventù la cui soggettività è segnata dalla globalizzazione del gusto musicale contemporaneo era in netto contrasto con l’architettura “conservatrice” dell’opera, rendendo così evidente - come i disegni riportati in queste pagine - che l’idealistica promessa di progresso nel progetto della modernità ai tropici si è trasformata in un programma incompleto ed eterno di contraddizioni. Questi disegni sembrano radiografie soggettive dei corpi di coloro che abitano oggi l’Amazzonia, e anche delle multinazionali tecnocratiche che sfruttano il territorio. Sembrano mostrare immagini a metà tra i valori della produzione e le forme tropicali di ritrovo collettivo.


(Testo di Inti Guerrero. Immagini selezionate da Abstract di Gilda Mantilla & Raimond Chaves, courtesy Revolver e ProjecteSD)



Gilda Mantilla (1967) e Raimond Chaves (1963) vivono e lavorano insieme a Lima dal 2001. Nei loro progetti trovano spazio i loro vari interessi: il disegno, il contesto latino americano, e la decostruzione del sapere attraverso la ricerca su archivi specifici.

Inti Guerrero (1983) è un critico e curatore nato a Bogotà in Colombia. E’ stato recentemente nominato Associate Artistic Director della Fundacion Ars TEOR/éTica. Ha curato diverse mostre in America Latina e in Europa. I suoi testi sono apparsi su molte riviste internazionali.

(01/10)