THE GREAT ESCAPE. A GAME IN SEVEN ROUNDS

Yann Chateigné and Pierre Leguillon

ROOM AVAILABLE

Geneva, May 8th, 2012

To: Luca Lo Pinto
Subject: The Great Escape

Dear Luca,

First, I would like to apologize, on behalf of Pierre and I, for being so late. I hope we did not put the publication in danger. But our project for NERO took much more time than we initially thought. I need to explain where this delay comes from, and how it is intrinsically related to the concept of this proposal.
In fact, when I invited him to participate in this insert for your magazine, Pierre invented a game, and entreated me to play with him. Its result would define the final form of the insert, as a visual essay. He decided to use The Great Escape, a collection of more than four hundred pictures assembled around a very open look at dance, movement and photography.
This singular archive explores the representation of contemporary dance through still images, as well as scenes of dancing in cinema history, anonymous photographs, advertisements, rituals in various societies, bodies in movement and the moves of daily life, objects, theater… It proposes a sort of “atlas” classified through a series of numerous notions such as “Animals,” “Jumps” or “Couples,” which can be reinvented and re-associated ad infinitum. The whole collection of found images is currently visible online, on Flickr through a new form, and so is, finally, given back to the public sphere.
The rules of the game invented by the artist are very simple. He proposed that I choose a first picture and “place it on the table,” like in a card game. Then, he chose another picture, and again I chose another one, and again, and again seven times. The picture that one chooses has to be appreciated by the other player as something that goes beyond the existing categories and actual classifications of the collection, and even suggests a new taxonomy. It is both a game and a kind of research that activates the archive. It is also a way to produce new content, and render this catalogue useful, sharable with others.
It is funny to see that I chose, totally without knowing it, the same picture of Buster Keaton miming a statue on a column that art historian Marcella Lista chose to illustrate her essay on Pierre’s work. We laughed, and decided to keep it as a trace of the game, another archive that could take the form of a deck of cards flipped first on one side, like when you distribute them at the beginning of the game, and then on the other, like when you mix them to start a new one. We liked the idea that it evoked all the possible worlds that this collection, an apparently closed ensemble, potentially carries with it.


Yann Chateigné



Yann Chateigné (1977) is a critic and curator that lives and works in Geneva, where he is Head of the Visual Arts Department at the Geneva University of Art and Design.

Pierre Leguillon (1969) is an artist who lives and works in Paris. He has exhibited widely in France and abroad.




Ginevra, 8 maggio 2012

To: Luca Lo Pinto
Oggetto: The Great Escape


Caro Luca,

Come prima cosa vorrei chiedervi scusa per il ritardo , anche a nome di Pierre. Spero di non avervi messo nei guai con i tempi di stampa, ma il progetto che abbiamo pensato per NERO ci ha preso molto più tempo di quanto avevamo inizialmente pensato. Ci tengo a spiegare il perché di questo ritardo, e di come sia intrinsecamente legato all’idea di fondo.

Infatti, quando l’ho invitato a partecipare a questo progetto per la vostra rivista, Pierre ha inventato un gioco e mi ha proposto di giocare con lui. Il risultato finale avrebbe definito l’aspetto dell’inserto, sotto forma di saggio visivo. Ha così deciso di usare The Great Escape, una collezione di oltre quattrocento immagini che offrono uno sguardo molto aperto sulla danza, il movimento e la fotografia.

Questo singolare archivio esplora la rappresentazione della danza contemporanea attraverso le immagini fisse, ma anche scene di ballo presenti nella storia del cinema, nei messaggi pubblicitari, in fotografie anonime, nei rituali di varie società. Corpi in movimento, movimenti della vita quotidiana, oggetti, teatro... Propone insomma una sorta di “atlante” classificato attraverso una serie di nozioni del tipo “Animali”, “Salti” o “Coppie”, che possono essere reinventate e ri-associate all’infinito. L’intera collezione di immagini è visibile online, su Flickr, in una nuova forma, ed è così restituita alla sfera pubblica.

Le regole del gioco inventato dall’artista sono molto semplici. Mi ha proposto di scegliere una prima immagine e “di metterla sul tavolo”, come in un gioco di carte. Poi lui ha scelto un’altra foto e, di nuovo, io ne ho scelta un’altra, e ancora così per sette volte. L’immagine proposta deve essere valutata dall’altro giocatore come qualcosa che va oltre le categorie esistenti nella classificazione attuale, e magari suggerire una nuova tassonomia. È allo stesso tempo un gioco e una forma di ricerca che riattiva l’archivio. Oltre che un modo per produrre nuovi contenuti e rendere questo catalogo utile, condiviso.

È divertente vedere come ho scelto, senza saperlo, la stessa immagine di Buster Keaton che mima una statua su una colonna, così come aveva fatto la storica dell’arte Marcella Lista per illustrare il suo saggio sul lavoro di Pierre. Abbiamo riso, e abbiamo deciso di tenere l’immagine come traccia del gioco, di un altro archivio che potrebbe assumere la forma di un mazzo di carte coperte, da un lato come quando le distribuisci all’inizio del gioco e, dall’altro, come quando le mescoli per iniziare una nuova partita. Ci piaceva l’idea che essa potesse evocare tutti i mondi possibili che questa collezione, un agglomerato apparentemente chiuso, porta potenzialmente con sé.

Yann Chateigné


Yann Chateigné (1977) è un critico e curatore che vive e lavora a Ginevra. È Rettore del Dipartimento di Arti Visive all’Università di Arte e Design di Ginevra.

Pierre Leguillon (1969) è un artista che live e lavora a Parigi. Ha esposto in Francia e a livello internazionale.

(01/14)