A quasi-scientific presentation of seminal exhibitions from the past, through primary evidence such as original texts, images, clippings, scans, transcriptions

X QUADRIENNALE NAZIONALE D’ARTE AESTHETIC RESEARCH FROM 1960 TO 1970

22 Maggio – 30 Giugno 1973

Comitato di attuazione:
Filiberto Menna (coordinatore), Alberto Boatto, Costantino Dardi, Giuseppe Gatt, Fabio Mauri, Italo Mussa.

Contenuti:
1 Comunicato stampa Quadriennale
1 Comunicato stampa Ansa
13 Foto documentative
3 articoli dalla rassegna stampa

Costantino Dardi installation, facade of Palazzo delle Esposizioni
Note:
La X Quadriennale Nazionale d’Arte presenta diverse novità rispetto alle precedenti edizioni. Viene abolito il meccanismo di accettazione delle opere: alla mostra partecipano solo gli artisti invitati. Viene soppresso l’ufficio vendite. Si decide di dare più spazio agli apparati didattici. Il clima del ‘68 porta all’eliminazione anche dei premi.

Vettor Pisani room (photo Oscar Savio)
Nonostante i tentativi di modernizzazione della rassegna, serpeggia nel mondo dell’arte un atteggiamento critico nei suoi confronti. Si concretizzano alcune iniziative espositive contrapposte, come la mostra “Prospettive 5” e una annunciata “anti-quadriennale.” Ma la variante più evidente riguarda l’articolazione della mostra. Non più un unico appuntamento, ma un programma di cinque mostre dal 1972 al 1977.

Gino De Dominicis, Tentativo di far formare dei quadrati invece che dei cerchi intorno a un sasso che cade nell’acqua, 1969, action (photo Oscar Savio)
La terza mostra “La ricerca estetica dal 1960 al 1970” a giudizio della critica riesce effettivamente a captare i fermenti del decennio appena trascorso: neodada, pop art, arte programmata, environment, happening, arte povera, comportamentismo. Il progetto di allestimento è di Costantino Dardi, con la collaborazione di Giancarlo Leoncilli e Ariella Zattera.

Mario Schifano, Particolare del segna d’energia bianco, 1962; Tano Festa, Odalisca, 1964 (photo Oscar Savio)
Comunicato stampa Quadriennale:
ROMA – MARTEDI 22 alle ore 21.30 si inaugura nel Palazzo delle Esposizioni, in via Nazionale, la III.a Sezione della X.a Quadriennale d’Arte dedicata alla “Ricerca Estetica dal 1960 al 1970.” La mostra rimarrà aperta quarantacinque giorni.
In questa terza sessione espongono: Valerio ADAMI, Giovanni ANCESCHI, Vincenzo AGNETTI, Carlo ALFANO, Getulio ALVIANI, Franco ANGELI, Giovanni ANSELMO, Rodolfo ARICO’, Enrico BAJ, Nanni BALESTRINI, Gianfranco BARUCHELLO, Vasco BENDINI, Alberto BIASI, Alighiero BOETTI, Davide BORIANI, Pier Paolo CALZOLARI, Enrico CASTELLANI, Mario CEROLI, Giuseppe CHIARI, Ennio CHIGGIO, Claudio CINTOLI, Gianni COLOMBO, Toni COSTA, Gino DE DOMINICIS, Lucio DEL PEZZO, Gabriele DE VECCHI, Bruno DI BELLO, Luciano FABRO, Tano FESTA, Giosetta FIORONI, Nato FRASCA’, Domenico GNOLI, Alberto GRIFI, Laura GRISI, Jannis KOUNELLIS, Edoardo LANDI, Ketty LA ROCCA, Francesco LO SAVIO, Renato MAMBOR, Piero MANZONI, Enzo MARI, Manfredo MASSIRONI, Eliseo MATTIACCI, Fabio MAURI, Mario MERZ, Marisa MERZ, Maurizio MOCHETTI, Aldo MONDINO, Giulio PAOLINI, Pino PASCALI, Luca PATELLA, Giuseppe PENONE, Gianni PIACENTINO, Vettor PISANI, Michelangelo PISTOLETTO, Concetto POZZATI, Emilio PRINI, Bepi ROMAGNONI, Mimmo ROTELLA, Salvatore SCARPITTA, Paolo SCHEGGI, Mario SCHIFANO, Cesare TACCHI, Giuseppe UNCINI, Grazia VARISCO, Nanda VIGO, Gilberto ZORIO.

Le opere esposte sono circa 400; dieci sono gli “ambienti” degli artisti, trenta le “azioni.”
La sera del 22, Chiari, Kounellis, De Dominicis, Mattiacci, Pisani, eseguiranno le loro “performances.”
Per meglio informare i visitatori della Quadriennale, e soprattutto per offrire al pubblico una sintesi audiovisiva della mostra, Guido Cosulich e F.C. Crispolti cureranno un VIDEOGIORNALE interno, che verrà trasmesso ogni giorno.

Michelangelo Pistoletto, Muretto di stracci; Cinecittà, 1968; “L’Attico” environment, Rome 1968
Comunicato stampa originale ANSA:
ROMA, 21 MAGGIO
Per sommi capi, la rassegna è articolata in sei sezioni principali corrispondenti ad altrettanti periodi: il gruppo di artisti che si imposero all’attenzione della critica nel 1960, a distanza di tempo, riaffermano il valore della verifica relativa agli strumenti linguistici. Del gruppo fanno parte, tra gli altri, Piero Manzoni che su tela bianca riconduce la pittura al suo elemento principale e Mario Schifano. La presenza, invece, di Gianni Colombo, Gabriele De Vecchi, Davide Boriani, rappresentanti del Gruppo T (equivalente, in un certo senso, del Gruppo 63 in letteratura), è giustificata dall’attenzione rivolta all’analisi della percezione (arte ottica, arte cinetica). Nella sezione, comprendente gli anni tra il 1962 e il 1964, affiora la scoperta della scena urbana equivalente alla Pop Art americana; scoperta che ha in Gianni Kounellis un valido esponente, seguito da Mimmo Rotella, noto per i suoi “decollages” e da Michelangelo Pistoletto. Tra il 1964 e il 1966 operano, così come viene ricordato, quegli artisti che ricostruiscono l’oggetto in maniera fantastica. Uno di essi è il pugliese Pino Pascali, morto prematuramente in un incidente automobilistico nel settembre del 1968.
Il tentativo di coinvolgere il pubblico nell’opera d’arte – parallelo a quello fatto nel campo teatrale – è la prerogativa del 1967, anno in cui si cerca di “erigere strutture ambientali nell’interno di un altro ambiente” (basti pensare allo “spazio elastico” di Gianni Colombo e alla “Cassa Sistina” di Mario Ceroli, che non mancheranno di richiamare la curiosità del pubblico). La crisi globale, non soltanto artistica, dalla quale viene coinvolta l’Europa nel 1968 suggerisce all’artista, che fino a quel momento aveva operato nell’ambito della città, modelli di vita alternativa: testimonianza di questa esistenza sono le opere di Kounellis in lana e carbone, comunque create con gli elementi primari della natura come l’acqua e il fuoco.
La mostra si conclude, dedicando l’ultimo settore alla traduzione dell’impegno dell’ ”operatore artistico,” che sconfina nell’ideologia. Fedeli a questo impegno, nonché espositori della terza sezione della Quadriennale, sono Nanni Balestrini, Gianfranco Baruchello, Fabio Mauri.
La presenza degli autori nei vari settori della mostra ha lo scopo di rendere “più vero” un discorso con il pubblico, per indurlo, oltretutto a rilevare talune affinità sostanziali che legano i vari momenti di questo decennio sul piano della creazione artistica.
Quanto al criterio dell’allestimento esso si identifica col desiderio di “tradurre in una specie di tipologia spaziale strutture che interpretino principi critici.” La più importante indicazione linguistica, secondo Menna, è rappresentata dalla gigantografia sistemata all’esterno del palazzo, riproducente la facciata di questo allo scopo di mettere l’accento sul cammino percorso sotto il profilo del gusto e della sensibilità. Nell’interno della galleria è stato creato uno “spazio pubblico” nel quale i visitatori potranno sedere e discutere tra di loro. Per la sera dell’inaugurazione sono previsti un servizio di videoteca e una serie di “performances” da parte di alcuni espositori.
Luciano Fabro, Pavimento, 1967  

Pino Pascali room

Emilio Prini, Standard, 1967  

Salvatore Scarpitta, Ernie Triplett Special; in the background, Mimmo Rotella, La tigre, 1962;

Installation view (photo Oscar Savio) 

Piero Manzoni: in the foreground, Base per una scultura vivente, 1961; on the right, Linea, 1959; on the left, images from the actions: “Manzoni mentre segna le uova,” 1960; “Manzoni mentre firma la scultura vivente a Glucksburg,” 1961; “Manzoni mentre segna la linea di 7200 metri a Herning,” 1960 (photo Oscar Savio) 

Nanni Balestrini, La révolution de mai, 1968; Charlety, 1968; Potere operaio, 1969; Poliziaaa, 1969; Battipaglia, 1969 Sciopero generale, 1969 (photo Oscar Savio)

Tommaso Trini, “Dieci anni di trasgressioni,” ZOOM, Milan, June 1973. A review written by one of the most brilliant art critics of the time. Tommaso Trini defends the exhibition’s intention to diffuse an avant-garde art practice that had abandoned painting to embrace a complex variety of expressive means.
Claudia Giannini, “La non-arte alla Quadriennale di Roma,” La Provincia, Como, 13 June 1973 . A typical reaction from the conservative press, accusing the show and the works exhibited of being excessively complex and self-referential.
Teresa Fazzari Silenzio, “Un sassofono contestatore alla X Quadriennale d’arte,” Corriere rivista, vol. IV, n. 37, Buenos Aires, August 1973. An amusing review of an Emilio Prini action, executed during a public meeting organized on the occasion of the exhibition closing. For the entire duration of the meeting, Prini drowned out the voices of the critics by playing a saxophone with full force.
Toni Bonavita, “Il contamostre,” Il Tempo, Rome, 30 May 1973. A short article that tears the show to shreds, ridiculing the experimentation of the exhibited works.