DA NEXT BIG THING

Emiliano Barbieri

Ebbene si, lo confesso, sono un girovago molto superficiale delle radio online e come chiunque altro attui la stessa pratica, ho notato che perfino le trasmissioni Experimental di BBC 1 — Breezeblock sopra tutte — quest’anno si sono votate alla consacrazione del Grime che, per chi ne parla spesso e a sproposito, è quella musica suonata nelle selezioni di Marie Ann. Proverò a non trasformarmi in un nerd in crisi classificatoria — m’accontento di quelle d’astinenza! — però un po’ di chiarezza ci vuole, e che cazzo...

Breve storia non illustrata.
Ve lo ricordate la prima volta che avete visto o sentito Craig David? Sì sì proprio quel coglione che adesso fa pulsare adolescenti attratte dalla sua negritudine smielata (cazzo fai nella vita, scopi e basta?). Nel lontano 1999 il nostro balzò agli onori della cronaca (musicale) per essere stato il vocalist in una traccia degli Artful Dodger dove una folla sudata dentro un club — sti’ londinesi se la stanno sempre a (s)balla —gridava al Dj: “Selecta”, cioè risuona la stessa traccia. Se ricordate quel beat fatto di cassa rullante e bassoni, avete un’idea di cos’è l’UK Garage aka Two-step. Il Grime altro non è che l’evoluzione di quel suono nato nei club inglesi una decina d’anni fa.
Perchè UK Garage? Quando ai Rave Party iniziò a circolare la Jungle con le sue frenesie ritmiche e i suoi drop di basso, nelle second room l’House newyorkese di Levan, detta Garage appunto, venne prima resa zoppa di casse in seconda e quarta battuta e poi funkizzata attraverso rullantoni Hip hop a dettare l’accento (sto diventando pedante? Ho capito, però ogni tanto tocca pure vede’ come è fatta sta cosa che se chiama musica...). Alcuni iniziarono a produrre tracce basate su questa ritmica ma con dei giri di basso molto profondi e scuri e rallentandone ulteriormente i b.p.m. Nacque una sorta di Two–step molto dilatato su cui i kids dell’East End iniziarono a rapparci sopra. Sospinto dalle radio pirata, una trasmissione dietro l’altra, questo suono si creò lentamente un suo pubblico di riferimento. Pubblico per il quale la differenza tra lo starci dentro o no era il possesso di almeno una cassetta con sopra registrato questo incessante broadcast illegale fatto di oscuri giri di basso incastonati in scintillanti breaks a 120-130 bpm. Ms Dynamite (pure lei se non sbaglio protagonista di un paio di video per MTV) e So Solid Crew divennero le punte di un nuovo iceberg underground che stava modificando slang, abbigliamento e modi di suonare alle feste. Quando Rascal e Wiley – entrambi membri della Roll Deep Crew — uscirono con Boy in Da Corner e Treddin’ on Thin Ice il botto era ormai fatto e la Rephlex iniziò a stampare dischi di Digital Mystiks, Vex’d, Virus Syndacate e Mark One. Era giunto il momento d’abbandonare il passato (come coniugazione verbale intendo).

E’ così che va...
Grime, Sublow, Dubstep… potremmo passare ore a definirli meglio dal punto di vista stilistico ma sempre e comunque musica rimane. Musica con un suo mood, buona per ballare o per essere ascoltata in cuffia, in macchina, al cesso. Come l’House e l’Electro negli Ottanta, la Techno, la Jungle e la Drum’&’Bass nei Novanta, il Grime è l’ennesima declinazione della musica da ballo (musica dance se non vi scandalizza il termine) in cui si fondono in un unico magma sonico, sperimentazione e vita da strada, intuizioni artistiche e culi sudati, perfetta, dati i suoi vuoti e i suoi bassi, alle rime di un Mc.
Come ogni sottocultura urbana, è nata per davvero nei sobborghi londinesi ed è questo background a renderla vera; come vera era l’Acid Techno nel 1990 a Detroit o il Gangsta Rap nel 1995 a Oakland. Quello che voglio dire è che spesso alcuni fenomeni musicali – specie nella musica dance intesa nella più ampia delle sue accezioni, dalla Disco al Reggaton per capirsi – si portano dietro interi stili di vita dettati da urgenze stradaiole e sottoculturali che spesso non resistono al botto mainstream o alla semplice celebrazione giornalistica. Troppo contradditori e spontanei per resistere incolumi alle vetrine, spariscono lasciando forti impronte nei modi di comporre musica elettronica.
Oggi, nel vedere l’ennesima House Renaissance o la solita festa Drum’&’Bass capitolina, capisci che alle spalle non c’è (più) un cazzo (da fare). La messa è finita e tu ti becchi la sua celebrazione postuma, mentre il mondo va avanti. Capita spesso che chi a 15 anni è uno sfigatello che non riesce a frequentare i suoi coetanei, quando questi ultimi ne hanno 30 ed ormai lavorano avendo mutui e figli, il suddetto consumi la sua vendetta ottenendo un nome in lista al Brancaleone...questo processo porta uno strano provincialismo che vuole Lory D celebrato oggi da tutti quelli che, negli anni in cui stava inventando veramente qualcosa di nuovo, dicevano che la sua era musica per coatti fascistelli (forse avevano paura di avventurarsi in determinate lande).
In Italia arriviamo sempre con un lustro (forse due) di ritardo sulle novità in giro. Quand’anche abbiamo una scena vera e proiettata verso il futuro come quella romana degli anni Novanta, ce ne accorgiamo solo grazie ai feedback esteri. Non fidandoci del nostro giudizio aspettiamo che sia la Rephlex a dirci che la scena romana ha inventato un suono, piuttosto che Passarani è uno dei migliori Dj Electro-House del pianeta. In questo modo ci troviamo stretti tra chi — giustamente, data gavetta ed età — passa alla cassa e chi dice di essere rimasto underground scordandosi però di rimpinguare i suoi case di dischi nuovi, come se non ci fosse stata alcuna evoluzione nella musica dal lontano 1994.
La dimostrazione del ragionamento è nel fatto che oggi in Italia, oltre ad essere assente una spinta autonoma verso la novità, nessuno si sogna di produrre o organizzare serate Grime mentre gli East End kids smaniamo nell’attesa del prossimo Eskimo Dance rave party organizzato da Wiley; fanno la fila davanti Rhythm Division per comprarsi i migliori 12” del “loro” suono; sintonizzano le loro radio su Raw Blaze e Rinse per riascoltare le loro tracce preferite e più in generale si vivono i loro 18 anni inconsapevoli ma coscienti di essere al posto giusto nel momento giusto. State certi che appena quelli che si occupano di musica ci metteranno le mani sopra tutto questo finirà – sentite Ms Dynamite scimmiottare Mary J. Blige per credere – e contemporaneamente uscirà fuori, anzi sotto, qualche altro suono nuovo. State certi che quando arriverà da noi, sarà o un animale da zoo buono per le vetrine culturali, o una scimmiottatura adatta alla comunità di comunisti post-moderni nonchè occupanti.
Non dico che bisogna per forza seguire l’ultimo trend, si possono certamente ascoltare e proporre cose che nuove non sono, solo che bisognerebbe avere l’onestà mentale di rendersene conto. Puoi avere ottenuto la location più bella del pianeta ed averla acchittata con l’interior trendy che più trendy non si può. Se quello che proponi lo chiami ultima novità, accertati che lo sia davvero, altrimenti rischi che la puzza di muffa non la rimuove neanche un’installazione in odorama.

(01/2)