Pierre Huyghe

Ilaria Gianni

A cura di Carolyn Christov-Bakargiev

Skira

Pierre Huyghe (1962) è uno dei giovani artisti più noti del panorama internazionale contemporaneo, conosciuto fin dagli anni novanta per le sue installazioni, film, performance e progetti di collaborazione con altri artisti. Le sue opere aprono un profondo dialogo con le questioni emergenti nella società contemporanea, creando situazioni in cui mette in questione il confine tra realtà e finzione, memoria collettiva e strutture narrative. La sua ricerca si rivolge ai modi particolari di produzione e ricezione delle immagini, sottolineando lo iato prodotto tra il reale e la sua rappresentazione, in particolar modo nei termini usati dall’industria dell’intrattenimento. Tramite il meccanismo relazionale che riesce a portare a galla, Pierre Huyghe analizza il ruolo dell’osservatore, obbligandolo a interrogarsi sul proprio sistema di rappresentazione. Un gioco di ritmi e temporalità in cui si sovrappongono e presentano realtà diverse. Esposto in numerose mostre collettive, tra le quali Manifesta 2 a Lussemburgo (1998), Premises al Guggenheim Museum Soho di New York (1998), Cinéma Cinéma, Contemporary Art and the Cinematic Experience allo Stedelijk Van Abbemuseum a Eindhoven (1999), Let’s Entertain (Walker Art Center, Minneapolis MNAM, Centre Georges Pompidou, Parigi, 2000, Form Follows Fiction (Castello di Rivoli, Torino, 2001), Documenta XI (Kassel 2002) e vincitore del Premio Speciale della Giuria alla Biennale di Venezia nel 2001, il Castello di Rivoli gli ha appena dedicato la prima grande retrospettiva in un museo italiano (21 Aprile al 18 Luglio 2004). Curata da Carolyn Christov-Bakargiev, ha visto la presenza di una nuova opera-allestimento, Float (2004), concepita appositamente per il Castello di Rivoli; lo spazio espositivo del museo è stato ‘tradotto’ in un grande carro gonfiabile da processione che è stato portato al museo, quasi un pop-up fuoriuscito dalle mura dell’edificio settecentesco. Affiancato alla mostra, una monografia completa, sempre a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, ricca di immagini e analisi dettagliate. Pubblicato con un inserto pop-up, anche esso appositamente creato per l’occasione, il catalogo include un ‘ampia selezione di testi di Huyghe e un approfondito e straordinario saggio di Carolyn Cristov-Bakargiev. Finalmente un catalogo ragionato e mirato in cui si riesce a cogliere e a leggere, stimolato da testi e immagini lo spirito dell’artista. Un progetto editoriale riuscito in cui si trova senza difficoltà quello stesso dialogo che Huyghe instaura con il suo spettatore.

(ilaria gianni)