Keith Rowe/Christian Fennesz

Valerio Mannucci

Live at the LU

(CD, 4tr, Erstwhile Records, 2004)

Premetto che la Erstwhile è un etichetta molto particolare. Il suo catalogo è quasi interamente composto di collaborazioni fra musicisti d’estrazione diversa che tentano di trovare un campo d’azione comune. E lo dico perché questa potrebbe essere l’unica valida attenuante di fronte al fatto compiuto della mia insoddisfazione. Anzi, pensandoci bene, la premessa potrebbe dare a questa registrazione dal vivo, pubblicata nel 2004 ma risalente al 2002, quella dose di senso di cui ha innegabilmente bisogno.Spieghiamoci meglio: Keith Rowe (chitarra ed electronics) e Christian Fennesz (laptop) sono due musicisti di tutto rispetto. Il primo è uno sperimentatore folle, un personaggio cardine dell’avant-jazz-noise-ecc., che nel corso della sua ormai lunga carriera ha fatto della chitarra un mero strumento ‘vuoto’ da cui estrarre suoni non convenzionali. Il secondo, Christian Fennesz, è uno di quelli che ha portato la glitch music ed i field recordings ai più alti livelli di romanticismo musicale. In questo live i suoni di Rowe finiscono nel laptop di Fennesz, dove subiscono deformazioni stranianti, fino a disegnare una cattedrale di suoni eterei in cui ci sono momenti molto toccanti (per esempio quando qualche scheggia impazzita infrange la generale lentezza del flusso continuo dei suoni). Purtroppo però, e qui torniamo alle perplessità di partenza, questo live, specchio di una tendenza molto diffusa, si disperde in momenti di lunga e a volte un po’ noiosa laconicità. Insomma, se lo vogliamo vedere come un esperimento passi pure, ma se ne vogliamo dare un giudizio ‘di cuore’ allora la cosa si fa più difficile. State attenti insomma.

(Valerio Mannucci)