Sickboy

Valerio Mannucci

Shake Hands With A Clenched Fist

(CD, Tigerbeat, 2004)

Ecco un altro vandalo. Sickboy è un musicista belga che incolla, scolla e prende a martellate tutto ciò che trova sulla sua strada. Immaginate di sentire delle melodie più o meno conosciute (tipo Bohemian Rapsody dei Queen per fare l’esempio più eclatante) squarciate da fendenti di cassa hardcore e da rumorismi industriali impazziti e ridicoli. Immaginate di sentire un suono malato, danneggiato e schifosamente esplosivo. Questo album è già in circolazione da qualche tempo, ora esce come CD (completo anche di alcune tracce degli esordi che erano uscite solo su vinile) per la label americana di Kid 606. E quello che esce, più che un disco, è un impasto di bocconi musicali masticati e sputati freneticamente. Non pensate però che tutto questo voglia dire fare dei remix (e in certi casi si potrebbe anche pensarlo) perché vi sbagliereste di grosso. In realtà il suo è un collage violento in cui niente di ciò che è campionato rimane quello che era. Questo Shake Hands With A Clenched Fist è un inno alla post-produzione, al lavoro di editing e al cut ‘n paste sfrenato. Sulle invidiabili qualità tecniche si arrampica una fantasia sorprendente, a volte un po’ trash (e al limite, proprio per questo, forse un po’ snob), che a conti fatti è una distruttiva forma di bastard-pop-gabber. Sembra proprio che a Sickboy della musica non gliene freghi niente. Ogni tanto ci stanno bene dei vandali noncuranti e un po’ stronzi (nel senso buono del termine) che si divertono a fare quello che tutti noi vorremmo ogni tanto fare: stravolgere brutalmente quello in cui ‘crediamo’.

(Valerio Mannucci)