The Hidden Cameras

Giordano Simoncini

Mississauga Goddam

(CD, Rough Trade, 2004)

Sul fatto che il precedente The Smell Of Our Own fosse un disco vincente, come dissentire. Di quest’ ultimo Mississauga…, a conti fatti, va detto altrettanto, ed eventualmente ci si può caricare sopra: si tratta di un disco emotivamente denso, e dunque in ultima istanza fisico, e (tuttavia) luminoso. Uno potrebbe quasi dire: pasoliniano, in qualche certo storto sghembo scomposto non voluto modo, e (però) con il sole in faccia. Con ciò non si vuole significare che qualsiasi convitto di gay avente bizzarre ermeneutiche delle cose sacre (That’s Where The Ceremony Starts) sia ipso facto roba di un qualche valore artistico, facciamo a capirci; eppure, e pur sempre, ciò è senza dubbio vero per Mississagua…, esuberante e corale dichiarazione di vitalità connotata da gradevoli e godibilissimi intrecci melodici, i quali, più che diluire, sottolineano in maniera quasi amabile le più sbarazzine delle liriche (I Want Another Enema, mica cose veltroniane). Preso atto, negli stessi attimi in cui queste righe prendono vita, dello sdoganamento politico in fieri di quel Rocco Buttiglione che appena apre bocca ci stressa anima e palle, il delizioso pop dell’ assembramento Hidden Cameras potrebbe essere l’Ottima colonna sonora per far festa.

(Giordano Simoncini)