Robert Breer “Recreation”

Piero Pala

(VHS) 61’ + book 152 pag

Re-voir/Paris Experimental

Pittore e scultore americano Breer (1926) ha esordito in campo artistico interessandosi all’astrazione geometrica. Come specifica Jennifer L. Burford: “La finalità dei primi film essendo di decostruire il processo di fabbricazione dei suoi quadri, Breer baderà alla coerenza di questo principio fondamentale nel momento dell’elaborazione di tutti i suoi ulteriori film.” Infatuato dal fotogramma, prescelto al piano (inquadratura), Breer mostra come il movimento si costruisca a partire dall’immobilità; infatti la gran parte dei film di Breer è stata realizzata affrontando la tecnica d’animazione “passo uno”, riprendendo fotogramma per fotogramma dei disegni che erano modificati tra uno scatto e l’altro, concentrandosi sul movimento degli elementi visuali inscritti nella pellicola ma disinteressandosi all’articolazione fluida e realistica del movimento, il montaggio inoltre è spesso conciso e con immagini di natura differente come a voler rafforzare la percezione visiva con giochi ottici che spiazzano l’intelligibilità complessiva dei suoi film. Un’attenzione fondamentale nella carriera cinematografica di Breer è costituita dal rigore assoluto nell’uso delle parole, parola che non dice mai solo se stessa, e non si risolve nel onnicomprensivo significante. L’intreccio indissolubile tra pensiero e linguaggio, tra idea ed espressione è uno dei luoghi teorici forti della sua ricerca e l’estensione dei termini di molti suoi film, si pensi a Recreation, “Scelsi la forma meno pretenziosa di questa parola in inglese presumendo che le persone sensibili soddisfacessero il secondo senso dopo aver visto il film” apre la strada ai doppi sensi e alle ambiguità linguistiche che rivelano un approccio ludico nella sua carriera da cineasta..

(Piero Pala)