Postproduction. Come l’arte riprogramma il mondo

Ilaria Gianni

di Nicolas Bourriaud

(postmedia, 2004)

Ecco finalmente uscito anche in italiano il piccolo, ma denso libro di Nicolas Bourriaud.Il termine post production, che tutti conosciamo come legato al mondo delle tecniche audio-visive, con il significato di lavoro effettuato su materiale già registrato (editing, aggiunta di ulteriore materiale visivo, sottotitolatura, effetti speciali), è qui applicato al mondo dell’arte, designando un tendenza artistica che il critico e curatore francese Nicolas Bourriaud ritiene tipica della nostra epoca.Le novantasei pagine di questo libricino si cimentano nella spiegazione di una realtà artistica che dagli anni Ottanta è diventata sempre più diffusa: la creazione di opere d’arte sulla base di lavori già esistenti. Un numero sempre crescente di artisti ha infatti deciso di interpretare, riprodurre, ri-esporre o semplicemente utilizzare opere create da altre persone o prodotti culturali già disponibili sul mercato, attuando la stessa metodologia dei DJ e dei programmatori, figure chiave della nostra epoca il cui fine comune consiste nel selezionare oggetti culturali e inserirli in nuovi contesti, contribuendo alla distruzione della tradizionale distinzione tra produzione e consumo, creazione e copia. Analizzando i lavori di artisti quali Mike Kelley, Jeff Koons, John Armleder, Rirkrit Tiravanija, Maurizio Cattelan, Douglas Gordon, Pierre Huygue, Jorge Paris, Vanessa Beecroft,…..Bourriaud traccia una esauriente prospettiva della supremazia delle culture dell’appropriazione dove la nozione di originalità viene pian piano meno, contribuendo a mettere in discussione l’idea di copyright tanto radicata nella nostra società.

(Ilaria Gianni)