disco compatto numero uno

Valerio Mannucci

V/A

(CD, Idroscalo d’Autore/Idroscalo Dischi, 2004)

Partiamo da una serie di dati di fatto: il CD in questione ha 13 tracce e queste 13 tracce sono senza nome. Sul cofanetto Cd c’è una lista con i nomi dei musicisti ma è in ordine alfabetico, quindi inutilizzabile per individuare l’appartenenza dei brani. Neanche il mio lettore mp3, che di solito riesce a rintracciare sul web i nomi delle tracce, riesce ad avere alcuna informazione al riguardo. Insomma, le cose sono due: o mi lascio innervosire da una scelta simile o ne cerco i lati positivi. In fondo mi fido, magari un motivo di fondo ci sarà pure… Disco compatto numero uno è l’ultima uscita per l’etichetta romana Idroscalo Dischi (vedi intervista su Nero n.2) all’interno della serie Idroscalo d’Autore. I nomi promettono bene in partenza, ma non si sa mai. C’è Domenico Sciajno, David Karpenter, Mas (con una esse, anche se è lo stesso delle ‘due esse’, ovvero Mario Masullo…), Maurizio Martuscello, Resina, Anton Nikkilä, Justin Bennett e altri ancora. Credo che gli autori del progetto abbiano omesso la track-list proprio per questo: per evitare di dare troppo senso e valore all’autorialità diretta dei pezzi. Ma forse, a questo punto, si poteva evitare anche di mettere i nomi degli artisti, così non sarebbe scattato in me quel malsano desiderio di giocare ad una specie di quiz musicale d’autore. Però, tornando ai fatti, i pezzi sono molto belli e soprattutto diretti, il che è abbastanza raro in questo tipo di produzioni di nicchia. Si, di nicchia nel senso che ‘non è una musica che insegue il consesso delle masse, ma una musica diretta ad un pubblico attento e disponibile al confronto’ (estratto dal ‘Manifesto per una musica nuova’ Idroscalo d’Autore). Non vedetelo però come un atteggiamento esageratamente snob, in fondo è solo una constatazione di fatto. Soprattutto se negli intenti dichiarati c’è quello di fare “musica come esperienza sonora, svincolata dagli sterili tecnicismi accademici e dalle moderne tecnologie…”. Insomma disco compatto numero uno non è un album facile (ancora sto dando le capocciate sullo stereo per la questione della track-list), ma vi assicuro molto bello (altrimenti non avrei tutti questi bozzi in testa).

(Valerio Mannucci)