The Ex

Giordano Simoncini

Turn

(CD, Ex records, 2004)

Non manca moltissimo a che l’ attività musicale degli Ex copra un terzo di secolo; e detta così fa davvero un certo effetto. Pertanto non definirei squallido, quanto piuttosto ovvio, il fatto che i più siano portati ad accostarsi alle loro produzioni con il contegno che solitamente si ostenta al cospetto delle effigi sacre. Lì dove il sacro, nell’ ambiente in cui sono sempre stati soliti muoversi gli oramai attempati musicisti in questione, ha contribuito di certo a farlo più il rispetto loro tributato dalle genti che qualsivoglia effluvio trascendente, ed approfondiamo: rispetto per quel che riguarda l’ ostinata permanenza, anzi, centralità, dell’ istanza politica, nonostante tutto e tutti, ed i tempi, e gli anni che si vanno accumulando; e rispetto per la granitica fedeltà alla (non) formula che ha sempre contraddistinto il sound che ha fatto della band i The Ex. Quel suono che chi sa lo sa: rumoroso e stordente, noise rock in amore con l’ Istinto, impavido dinanzi all’ improvvisazione e libero. Il suono di sempre, che è anche del doppio Turn, e che raffredda la minestra delle liriche, plasmate dal consueto impegno, incedibile, tracciato su ogni bandiera a caratteri cubitali perché nessuno possa esimersi dal vedere (in barba alla tanto in voga legge del non so, The Idunno Law). Un Signor disco, Turn. Da consigliare (in coppia all’ ennesimo The Fall del caso) a tutti quei punk attempati che si ostinano a sprecare tempo e soldi al seguito di talune ributtanti reunion.

(Giordano Simoncini)