Miwon Kwon

Francesco Ventrella

One place after another. Site-specific art and locational identity.

(MIT press, 2004, £ 11.95)

Miwon Kwon insegna nel dipartimento di Storia dell’Arte della UCLA. La sua formazione da architetto urbanista le permette di approcciare il tema dell’arte site-specific (fatta apposta per un contesto identificato) con una metodologia estranea alle dinamiche del sistema dell’arte. Il rapporto fra arte e site-specific si è orientato in tre direzioni: negli anni ‘60 l’influenza del minimalismo approfondisce gli aspetti fenomenologici legati all’esperienza dell’opera (lo spazio è descritto come volume, geometria, dimensione, ma anche come ambiente naturale legato al mutare delle stagioni); tra la fine degli anni ‘60 e i ‘70 l’influenza del criticismo materialista complica i contesti artistici che devono sostenere una presa di posizione ideologica, collocandosi all’interno di dinamiche sociali, politiche ed economiche; attraverso gli anni ‘80 e i primi ‘90, invece, secondo l’autrice, le pratiche artistiche elaborano piuttosto delle strategie culturali che lavorano sulle comunità (e le loro “locational identities”) come fossero un itinerario. Oggi l’intervento artistico si potrebbe collocare nei siti più svariati: “cartelloni pubblicitari, comunità senza diritti civili, contesti istituzionali, la pagina di un giornale, una causa sociale o un dibattito politico. Possono essere letterali, come l’angolo di una strada, o virtuali, come un concetto teorico”. Lo spostamento dell’interesse dell’arte pubblica dal “site” alla “community” sottolinea l’importanza di prendere in considerazione la stratificazione delle società multicentriche un posto dopo l’altro, senza costruire nuove gerarchie.

(Francesco Ventrella)