The INTERVENTIONISTS

Ilaria Gianni

Users’ Manual for the Creative Disruption of Everyday Life

A cura di Nato Thompson e Gregory Sholette (MASS MoCA Publications, North Adams, Massachusettes, USA, 2004)

Pubblicato in occasione della mostra The Interventionists in corso al MASS MocA fino a Marzo del 2005, rappresenta una sorta di excursus, dagli anni ottanta ai giorni nostri, sull’attivismo sociale e politico delle pratiche artistiche contemporanee. E’ una è “tattica”, come dice Nato Thompson nel suo saggio introduttivo, quella usata dagli Interventionists, ossia da “coloro che intervengono” attraverso l’arte con progetti che operano all’interno del sistema nel quale viviamo, smascherando ed evidenziando deficit, problematiche politiche, religiose, economiche e sociali. Pratiche d’intervento nel territorio e nel sociale per evidenziare e affrontare questioni radicate nel sistema, e spesso trascurate, con soluzioni alternative e spiazzanti. Artisti che preferiscono operare per le strade piuttosto che in gallerie. E’ così che vediamo le strutture gonfiabili di Michael Rakowitz, che oggi fungono da riparo per i senza tetto, o le azioni dei Biotic Baking Brigade che tirano in faccia torte ai personaggi più potenti del mondo, come Bill Gates o Jean Chrétien…Il catalogo è diviso in quattro sezioni: Nomads, Reclaim the Streets,The Experimental University e Ready to Wear, che corrispondono ad altrettanti spazi tematici e di intervento, oltre a raccogliere lavori, tra gli altri, di Lucy Orta, Critical Art Ensemble, The Atlas Group o di artisti “precursori” come Krzysztof Wodizczko, il catalogo è completato dalle interviste agli artisti e dai testi di Nato Thompson, Gregory Sholette e Nicholas Mirzoeff, che affrontano la questione da differenti punti critici e storici.

(Ilaria Gianni)