Todd Rundgren

Gianni Avella

A Wizard/True Star

(CD, Bearsville, 1973)

Classificare Todd Rundgren sotto la voce genio non sarebbe affatto reato. Un genio quasi incompreso però, siccome la sua carriera (partita sin dalla fine degli anni ’60 alla guida dei Nazz) è da sempre relegata ai margini del culto musicologo. Eppure, di cose il buon Todd ne ha fatte: basterebbero le sue produzioni (il mitico debutto dei N.Y. Dolls, gli Xtc e altri ancora) a farne figura chiave e imprescindibile, ma il nostro ha sempre avuto il pallino della melodia perfetta, cercando scappatoie nascoste in quel territorio minato, la pop-song, già ampiamente purificato dai maestri Beatles. E Todd, da perfetto sfacciato, invase proprio il campo dei quattro di Liverpool, rovesciandone i connotati a favore di un approccio squisitamente singolare. In A Wizard/True Star la parola d’ordine era sì melodia, ma vista attraverso gli occhi del soul (l’incredibile medley tra Curtis Mayfield e Delfonics di I’m So Proud: Ooh Baby Baby/La La Means In Love You/Cool Jerk) e del rock & roll (Hungry For Love), arrivando, tra stralunati valzer (Zen Archer, semplicemente superba!) al puro cabaret (Just Another Onionhead/Dada Dali), all’agognata “melodia Perfetta” di Just One Victory. Un artista in vero stato di grazia, baciato dalla dea musica un magico giorno del 1973 e mai più ritornato a tali livelli. Quello che rimane è un pugno di canzoni, se non irripetibili quanto meno irrinunciabili.

(Gianni Avella)