Gustav Deutsch

Lorenzo Micheli Gigotti

Film ist. (1-12)

(DVD, Index-dvd / Risonanza magnetica)

Che cos’è il cinema? Con questo lavoro Gustav Deutsch cerca di dare una risposta a questa domanda. Il film e la sua complessità linguistica sono difficilmente definibili o teorizzabili attraverso la parola. Oltretutto non cristallizzabili per causa del progressivo cambiamento della tecnica, del linguaggio stesso e della sua ricezione. Alla possibile definizione di “film” sembra, infatti, più corretto accostare aspetti dell’esistenza, come la realtà, la rappresentazione, la percezione, la coscienza, la memoria, non delimitabili da un singolo significato. I limiti in cui poter contenere il concetto di film sono quelli dalla sua stessa essenza. “Film ist”, diviso in 6 capitoli, – 1.Movement and Time 2.Light and Darkness 3.An Instrument 4.Material 5.A Blink of an Eye 6.A Mirror – è una composizione di film di repertorio scientifico appartenente ai primi trenta anni del cinematografo, assemblata, con la tecnica del found footage (metraggio ritrovato). Come si comprende dai titoli, “Film ist” non ha una prerogativa narrativa convenzionale, piuttosto è mosso da un intento sperimentale, dal quale si evince, come è giusto che sia, una notevole consapevolezza teorica a monte, una processualità quasi scientifica e un indiscutibile valore poetico espressivo conseguente. Attraverso questo componimento visivo Deutsch libera l’immagine filmica dalla concezione convenzionale e la riduce a forma pura. Una volta spogliata l’immagine dalle logiche visive preselettive e il film dalla sintatticità narrativa il film acquista una forza e una poeticità artistica sconcertante. Vedendo questo film si ha l’impressione che solo l’immagine possa parlare dell’immagine stessa. Nessuno altro segno ne può contenere i tanti significati. Tutto ciò rende vano anche l’umile tentativo allusivo dello scribacchino recensore. Del film non rimane che decretarne l’esistenza. “Film ist”. Ieri, oggi e domani. Una storia che non finisce. E questo veramente ce lo auguriamo.

(Lorenzo Micheli Gigotti)