Baruchello e Grifi. Verifica Incerta. L’arte oltre i confini del cinema.

Lorenzo Micheli Gigotti

a cura di Carla Subrizi

(DeriveApprodi, 2004) pp.191 euro 14,50

E’ probabile che alcuni di voi abbiano già sentito parlare della “Verifica Incerta”, considerata oggi da molti, e per diversi motivi, un nodo cruciale per la storia del cinema e dell’arte. Il film fu realizzato, in una comunione d’intenti, da Gianfranco Baruchello e Alberto Grifi nel 1964. Erano anni in cui si iniziava a corteggiare i confini dei linguaggi e dei contesti creativi agendo sul ‘già esistente’ e manipolandone i procedimenti, interrogandosi sul senso e destrutturandone le convenzioni. Baruchello e Grifi concepirono la “Verifica Incerta” servendosi di circa 150.000 metri di pellicola recuperati al macero per pochi soldi. Il film è un montaggio anarchico di spezzoni di film americani anni ’50-’60 che scardina le logiche narrative del fare cinema ed è da considerare antesignano di un modo di pensare l’opera d’arte non tanto come oggetto ma come processo artistico. Un percorso di verifica e di confronto sulla processualità e sulle metodologie linguistiche appartenenti a contesti diversi che sperimenta e mette in discussione i propri presupposti e le sue stesse finalità. Inutile dire che il contesto storico della Verifica era quello della Cooperativa Cinema Indipendente, del New American Cinema, di Carmelo Bene, di Umberto Eco, del Gruppo 63 e di Roland Barthes, e che il libro riporta testimonianze vive di allora o saggi critici sul contesto culturale degli anni ’60. Il presupposto dichiarato dell’autrice Carla Subrizi è quello di “montare” tutte le voci che, nel corso del tempo, si sono espresse sulla Verifica Incerta per costruirne la storia critica: la stessa metodologia processuale dell’opera può divenire, con una diversa consapevolezza, una tipologia di ricostruzione storico-critica. In questo volume si parte dalla singola esperienza artistica per arrivare a delineare il panorama culturale nel quale questa ha avuto luogo e per restituire all’opera stessa, spesso sacrificata nell’analisi storica, la sua giusta complessità. L’attenta e accurata disamina della Verifica Incerta diviene il pretesto, per citare, criticare e analizzare un’attitudine comune ad operare oltre i confini attraverso la sperimentazione dei mezzi e dei linguaggi.

(Lorenzo Micheli Gigotti)