De Mange Machine

Valerio Mannucci

Conscience

(CD, Brume Records, 2004)

Eccoci al solito inquietante interrogativo: come interpretare un disco così ‘difficile’? Nel senso che sicuramente c’è molto di buono nell’album di cui stiamo parlando - uscito per una piccola etichetta francese, la Brume Records. Il tentativo di questa etichetta è ammirabile: lavorare sulla via di una improbabile quanto affascinante elettronica ultraminimale dai forti sapori gotici. Una specie di micro-gothic sound. Davvero interessante, ma dopo un pò ci si può stancare di sentire quest’interminabile sequenza di rumori scarni, di interferenze, di gorgoglii liquidi e poi di nuovo ancora. Allo stesso tempo ci sono però, come dicevamo, dei momenti in cui - inspiegabilmente - si aprono degli squarci avvolgenti e dinamici che ti cullano e ti fanno dimenticare il resto del disco. Insomma il problema c’è e non si può fare a meno di notarlo, ma questo non sarebbe un buon motivo per rifiutare di approfondire la conoscenza di un’etichetta del genere. De Mange Machine è un disco da ascoltare. Anzi forse da decidere di ascoltare.

(Valerio Mannucci)