Hard-fi

Rudi Borsella

Cash Machine

(7’, Necessary Records, 2005

Buone novità dal sottobosco del pop inglese, con l’esordio su singolo dei londinesi Hard-fi. “Cash machine”, con i suoi aromi dub di melodica, un profondo basso funky, secchi riff di chitarre punk-reggae e la voce “strummeriana” di Richard Hracher che disegna scintillanti melodie pop, si incolla all’orecchio e al secondo ascolto se ne è già assuefatti. Il retro “Dub machine” è una variazione del lato A che non aggiunge particolari novità di rilievo, se non la conferma delle capacità della giovane band a mescolare vari elementi stilistici, senza appesantire il risultato finale che resta semplice e godibile.
Clash, Streets, Stereo mc’s, New Radicals, sono le influenze più dirette che vengono in mente per descrivere il suono di questo singolo, dall’ottimo potenziale radiofonico e perfetto apripista per l’imminente debutto sulla lunga distanza con l’album “Stars of CCTV”. Le cronache parlano inoltre dei concerti degli Hard-fi, come tra i più eccitanti visti nei clubs di Londra negli ultimi tempi, quindi se il buon giorno si vede dal mattino……..

(Rudi Borsella)