Refractions

Valerio Mannucci

A.V.

(CD, Disasters By Choice, 2005)





Sono dieci anni che la Disasters By Choice, etichetta indipendente fondata a Roma da Salvo Pinzone nell’ormai lontano 1995, propone lavori di artisti che probabilmente hanno qualcosa in comune oltre le definizioni di genere. In questa compilation di remix, o meglio (come ci tengono a precisare alla DbC) di ‘ricostruzioni’, gran parte dei musicisti che in questi anni sono usciti sull’etichetta reinterpretano, a scelta, ognuno il pezzo di un altro musicista che ha prodotto per la DbC. Insomma: Slow Motion, Name us Yourself, Murcof, Alog, Isan, Fibla, Melodium...solo per fare degli esempi. Un disco molto interessante, tramite il quale si può scorgere il mood di fondo della Disasters by Choice, fatto di suono principalmente elettronico, ma fortemente ‘musicale’ e armonico, in un certo senso modernista - ma in fondo dolce e malinconico. Un elettronica viva, accompagnata spesso da attitudini di matrice cantautorale, talvolta addirittura rock nell’attitudine. Uno scontro, quello fra musica elettroacustica e mania di armonicità, che affascina e attrae, ma che, se ha un difetto, è di non riuscire a far saltare per aria nessuna scheggia impazzita. Si, perchè l’elemento che accomuna molte delle produzioni della DbC è proprio il ‘controllo’. O meglio la volontà, o la necessità - che dir si voglia - di tenere il materiale musicale sotto stretto controllo. E questo, in sé, non è un difetto, tutt’altro. Però in fondo può essere anche un limite. In realtà, l’unico limite di questo bel disco.