DESOLATION ROW

Francesco Tatò

Ecco dov'è finito il cinema italiano. Conversazione con Tore Sansonetti

Quello che segue è il racconto di un’ intervista a Tore Sansonetti, produttore cinematografico, che, dopo essersi laureato in Statistica a Roma e diplomato in produzione cine tv presso la New School di New York nel 1982, ha iniziato la sua attività nel mondo del cinema.
Dal 1992 ha lavorato come produttore indipendente: tra gli altri i film “BIDONI” (Festival di Venezia 1996), “POLE POLE” (Festival di Venezia 1997). Nel 1998 ha cominciato la sua collaborazione come producer con la SIDECAR di Maurizio Tini producendo “DUE VOLTE NELLA VITA” (1998), “MUZUNGU” (1999-Premio del Pubblico al Festival di Annecy, Gran Premio della Giuria al Festival Europeo della Commedia de Alpe d’Huez), “SANGUE VIVO” (2000 - Premio “Nuovi Registi” al Festival di San Sebastian, Grolla d’oro per miglior film, migliore musica, miglior produttore). Nel 2001 sempre con la società Sidecar collabora alla miniserie TV “UNA STORIA QUALUNQUE” con Nino Manfredi. Nel 2003 riprende il discorso in ambito cinematografico con due film “PERDUTO AMOR” di Franco Battiato e il terzo lungometraggio di Edoardo Winspeare “IL MIRACOLO” , quest’ultimo in concorso alla 60?Mostra di Venezia. Dal 2004 collabora con la società Barter allo sviluppo di diversi progetti sia cinematografici sia televisivi, con speciale attenzione a storie di respiro internazionale.
Nell’ambito del film di Franco Battiato ho avuto l’occasione di conoscere Tore e di lavorare con lui ... a distanza di un anno e mezzo dal nostro primo incontro, ho parlato con lui dello stato del cinema italiano, della figura del produttore, e di altre amenità del genere.


Il tempo scorre veloce, quindi dopo un caloroso saluto accendo il registratore e inizio a parlare con Tore degli ultimi sviluppi, di mercato e non, del Cinema italiano e del suo rapporto con le Istituzioni; Tore focalizza il problema: “Quello che sta cambiando fondamentalmente è che prima c’era da una parte il cinema di nicchia, d’autore, che si muoveva su canali predefiniti, quali i Fondi di garanzia del Ministero dei Beni Culturali, e dall’altra c’era il cinema da cassetta, che faceva mercato; oggi, in virtù della nuova (anche se al momento non chiara, soprattutto nella mente di chi la sta creando, vedi Ministero Beni Culturali) legge sui finanziamenti, sembra evidente che la tendenza sia in ogni caso quella di una legge market oriented (o stai sul mercato, o stai a casa), per questo pare non ci sia più spazio nè gloria per “ l’arte per l’arte”.
Per il Miracolo di Winspeare, film finanziato dal MBC, è stato dunque necessario, per me che ne ero il produttore, trovare il giusto compromesso tra l’umanità di Win., il suo talento, una storia e degli attori che il pubblico possa digerire al meglio....”
Nel tentativo di capire se esiste un criterio in base al quale si possa chiedere un finanziamento e girare un buon film...Sansonetti mi racconta una proposta pazzesca, ma più che mai attuale visti i risultati d’incasso dei film finanziati dal Min. Beni negli ultimi dieci anni, che fece lui stesso nel 1995: “Lo Stato, come finanzia a fondo perduto Gallerie, Musei etc.etc. dovrebbe finanziare 20 30 film l’anno a fondo perduto, cosa che ha fatto incosciamente da quando si occupa di cinema, ma lo dovrebbe fare con il criterio del sorteggio, unico metodo alla luce dei fatti inattaccabile, visto che il giudizio delle commissioni per il Fondo di Garanzia si è dimostrato quantomeno inadeguato. Non c’è nessun criterio oggettivo o soggettivo, se parli con l’arte, per ottenere il bello; per quanto riguarda il cinema, gli interventi da fare sarebbero quelli a monte: insegnare il cinema nelle scuole, creare nuove scuole di cinema, dare dignità di arte, cultura e mercato al cinema in Italia....”
C’è rammarico nel constatare che il mondo del cinema è attualmente il regno dell’improvvisazione, e purtroppo non mi riferisco all’arte attoriale, bensì alla mancanza di professionalità, generale e diffusa....il fatto che ancora non esista un albo professionale rende tra le altre cose normale un’assurdità inaudita, che Tore mi ha confermato: “oggi tu costituisci una società con capitale sociale di 20000 euro, fai una domanda di finanziamento al Ministero e teoricamente puoi ricevere un fondo fino a 3 milioni di euro, senza che il Ministero sappia nulla di te e della tua società; pensa tu che idiozia, quale sistema economico si può basare su una cosa del genere?!”
Arrivando ai gusti personali del produttore: “Non produco più commedie perchè non ci sono più storie valide, come esempi di quello mi piacerebbe fare cito “SVEGLIATI NED”(1998 Kirk Jones), oppure “EAST IS EAST”(1999 Daniel O’Donnel), ma nessuno in Italia sembra neanche immaginare scenari simili, poichè ciò che viene scritto oggi ha poco a che vedere con la Commedia dell’Arte, ma molto con il peggiore avanspettacolo. Gli scrittori, sceneggiatori, sono spesso attori falliti come lo sono buona parte degli attori italiani(tutti i comici inclusi) dai tempi di Sordi e Tognazzi, e lo dimostra il fatto che oggi i film comici vengano praticamente “cuciti” addosso agli attori. E questo è già un grosso ostacolo per chi vorrebbe fare un buon film.
Prima di concludere l’incontro, parlando dei film realizzati da Sansonetti, scopriamo che il suo interesse maggiore è puntato sulle opere prime e seconde, tra cui meritano due parole in più i lavori “africani” fatti con Massimo Martelli: l’esordio nel 1996 con “POLE POLE” e il successivo “MUZUNGU”, del 1999, due tentativi di raccontare la nuda realtà africana con l’aiuto di personaggi/attori quali Fabio Fazio per il primo e Giobbe Covatta per il secondo; ricordare anche l’esordio di Emanuela Giordano, con il film “DUE VOLTE NELLA VITA”(1999), esempio di commedia grottesca abbastanza riuscito.
Non c’è lo spazio per parlare di tutti i film, ma non si può fare a meno di parlare del rapporto speciale che Sansonetti ha con Edoardo Winspeare: il sodalizio tra il regista e Sansonetti, nato per la lavorazione di “SANGUE VIVO”(2000), film in dialetto che ha lanciato il regista nel cinema di mercato di cui si è parlato prima, è proseguito con “IL MIRACOLO”(2003), e prosegue tuttora con un nuovo progetto sicuramente ambizioso...un film storico...che verrà girato in Eritrea nel 2005.
Non è tutto quello che ci siamo detti, ma dovrebbe bastare.

(01/3)