Possible Landscape

Leandro Pisano

“Alexander Rishaug”

(CD, Asphodel, 2004)

Per Henrik Svalastog da Tromsø, la città di Geir Jenssen/Biosphere, oltre 500 km a nord del Circolo Polare Artico, è uno dei veterani della scena norvegese: metà del duo Information (Rune Grammofon), con il quale ha realizzato nel 2002 “Biomekano”, album tanto raffinato quanto sottovalutato, architetto, scultore, compositore, dj, performer, debutta da solista per la Beatservice di Vidar Hanssen, solitamente attenta a produzioni molto più beat-oriented, con “Silencer”, lavoro tutto costruito sul cut-up ed il relativo riprocessamento via powerbook di suoni ancestrali ricavati da strumenti come il corno d’ariete ed il langeleik, una sorta di cetra scandinava. E’ folk-ambient che fuoriesce dall’artificialità delle gabbie urbane per gemmare nelle foreste nordiche, disegnando una terra di mezzo nella quale il flusso elettronico modella scenari immaginari crepuscolari, appartati, sommessi. Alexander Rishaug, anch’egli norvegese, già autore di “Panorama” (Smalltown Supersound), convincente debutto sulla lunga distanza, membro del trio impro ARM ed infaticabile tessitore di sinergie (tra gli altri, Toshimaru Nakamura e Salvatore), si propone stavolta sull’eclettica label statunitense Asphodel, muovendosi per consuetudine dall’ambient verso il beat astratto ed i clicks n’ cuts, fotografando barlumi melodici e sfondi atmosferici distesi, modellando ampi segmenti di materia sonora: dalla sintesi organica di scuola Alog alla concretezza pulsante dei suoni naturali e strumentali, dalle micro-oscillazioni rumoristiche alle algide strutture reiterate di casa Warp. Consigliato per liberare la spazialità del pensiero.

(Leandro Pisano)