Joanna Newsom

Giordano Simoncini

“The Milk Eyed Mender”

(CD, Drag City, Wide, 2005)

Joanna Newsom ha venduto davvero tantissimo; ma molto più all’estero che dalle parti nostre. La cosa va imputata, credo, alla sensibilità artistica propria di questo giovanissimo talento: troppo naive per affascinare l’ indie-utente italiano medio, che spesse volte eccede in realismo, ma anche troppo ricercata per gli scaffali più esposti dei Megastore Ricordi. Una sorta di ingrata medietà. Sta invece proprio nell’estetica, prima ancora che nella minimale atipicità della proposta arpa&voce, il sorprendente appeal di questa affascinante piccola donna: nelle sue storie da scatola di scampoli e bottoni, da cestino pieno di bigliettini e ciocche di capelli e foglie secche messe da parte per ricordo. Il colore della sua voce, le sue nenie infantili, sfiorano l’animo di chi preferisce la marmellata della nonna al sentore chimico di Nutella e succedanei; le sue storie - verosimilmente poesie - sono per quella particolare femminilità originaria che fa innamorare, sin dai primordi dell’epos popolare, le divinità più irrequiete. La piccola Joanna è la ragazza con la quale saresti felice di trascorrere giornate intere, per ascoltarla mentre pizzica le sue corde o per scartabellare assieme a lei le vecchie foto di una nonna cara; staresti ore ad osservarla mentre si spazzola i capelli e faresti dono di tutta la tua attenzione a ciascuna delle sue fantasie. Che anche questa sia una perversione, niente di più facile.

(Giordano Simoncini)