House Music 1985-2005

Emiliano Barbieri

di Cristian Zingales

(Libro, Tuttle Edizioni, 2005)

Spesso l’unico modo per avere uno sguardo veramente approfondito su un particolare genere musicale è quello di viverci totalmente immersi. Parlando di un genere musicale contraddistinto da uno specifico approccio iniziatico – semiclandestinità, uso di droghe, costumi sessuali - tale banalità sembra ancor più vera. Il pregio del libro di Christian Zingales (House Music 1985-2005) è quello di descrivere con sguardo appassionato-appassionante le sensazioni che si provano ripercorrendo quasi venti anni di quello che è stato il ventre materno di ogni successiva deriva dance, facendo poi il punto su cosa sia rimasto oggi di uno spirito che esisteva già prima che la musica fosse definita house, la discoteca club, e i dj pagati cosi profumatamente. Particolare evidenza è riservata alla profonda matrice comunitaria e afroamericana di questo suono fatto di ritmiche aliene e cremose, di una scena che ha conosciuto infiniti rise and fall di club e dj, produttori e sonorità, città ed epoche ben precise. Si parte dalla disco e da Chicago, passando dai club newyorkesi e la deriva techno detroitiana, fino ad arrivare alla rinascita europea dell’ electroclash. Pagina dopo pagina ci si ritrova immersi all’interno di successi folgoranti destinati al fallimento, hype vertiginosi e underground sempre pronti a rovesciarsi nel loro contraltare più biecamente commerciale. Il libro è un continuo riferimento al contesto e ai momenti in cui tale musica - difficilmente descrivibile attraverso semplici requisiti stilistico-formali - viene assimilata da un popolo infinitamente recettivo e competente, immaginato da dj e produttori come unico e ultimo giudice di ogni traccia. E così via, in un turbine di 303 impazzite, dischi indimenticabili, serate e locali che ancora oggi continuano ad echeggiare mitologici in qualsiasi chiacchiericcio tra gli appassionati.

(Emiliano Barbieri)