Arthur Zmijewski – If it happened only once it’s as if it never happened

Luca Lo Pinto

A cura di Joanna Mytkowska

Zacheta National Gallery of Art Warsaw - 2005

La prima volta che ho avuto occasione di vedere un lavoro di Artur Smijewski è stato in una stanza desolata di un piccolo museo polacco e, pochi giorni dopo, sul piccolo schermo del laptop di uno dei galleristi dell’artista. In un contesto più classico, come quello dell’ultima Biennale di Venezia, invece, non sono riuscito a vedere il suo ultimo video a causa di file interminabili. In compenso, sono riuscito a comprare il catalogo che ho nelle mani. I frames dei diversi video possono solo dare una vaga idea della forza e violenza dei lavori di questo artista. Basti pensare a “80064” dove assistiamo allo sconcertante dialogo tra un anziano sopravissuto ai campi di concentramento e lo stesso Smijewski sulla possibilità di “restaurare” il codice tatuato sul polso. Il tutto ambientato in una fredda e piccola sala di tatuaggi. O ai tanti lavori dove l’artista polacco coinvolge diversi invalidi a tentare di forzare loro stessi a lottare contro i limiti della loro malattia. Di volta in volta Zmijewski crea una situazione, una provocazione e ne registra la reazione. Il merito di questo catalogo è di fornire una panoramica completa sull’artista attraverso la documentazione di tutti i lavori (da quelli risalenti all’accademia d’arte per arrivare ai più recenti) e gli interessanti testi di Sebastian Cichocki, Adam Szymczyk, Charles Esche e un personale manifesto dello stesso Zmijewski.

(Luca Lo Pinto)