Volti nella Folla. Immagini della vita moderna da Manet a oggi

(a cura di I. Blazwick e C. Christov-Bakargiev)

SKIRA - € 43.00 - pp. 384

Mentre Bois, Buchloh, Foster e Krauss davano alle stampe il nuovo manuale di arte del Novecento per le nuove generazioni ordinato cronologicamente, alla Whitechapel, e al Castello di Rivoli poi, si inaugurava la mostra Faces in the Crowd/Volti nella Folla curata da Iwona Blazwick e Carolyn Christov-Bakargiev. Per Baudelaire -imprescindibile punto di partenza- la folla rappresenta lo spettacolo e il cambiamento nel quale il flâneur subisce gli impulsi che provengono dalla vita moderna. Le opere di quasi 100 artisti da Manet a Destiny Deacon & Virginia Fraser sono raccolte attorno all’idea generale e generica del rapporto tra individuo e società, così come viene inquadrato dalla città e rappresentato nell’arte contemporanea. Ma quale ordine dare ad un archivio di immagini? Come costruire un percorso senza istituire nuove identificazioni? Il catalogo traduce la possibilità di non ridurre la ricerca in una nuova “scatola critica” all’interno della quale far confluire nomi-biografie-opere. Il catalogo, infatti, oltre alle ottime schede critiche, è composto da una vasta antologia di scritti che contribuiscono a creare il campo tematico dal quale guardare alle opere: come fare un archivio senza imporre il proprio punto di vista? Scorrendo le pagine del catalogo ci si accorge come l’ordine cronologico si scambia con un ordine contestuale, dato non solo dalla prossimità delle opere tra loro, ma soprattutto dall’innesto di un’esauriente antologia di testi di filosofi, scrittori, critici (messi sullo steso piano degli artisti nell’indice all’inizio del libro). Capita così di trovarsi di fronte a triangolazioni come Vito Acconci- Guy Debord-Valie EXPORT, oppure Breton che parla dell’isteria accanto ad Hannah Arendt che si riferisce “all’azione come condizione umana della pluralità”, entrambi inquadrati da The Berlin Files di Janet Cardiff & Gorge Bures-Miller da una parte, e Situation Leading to a Story di Matthew Buckingam dall’altra… ma Francis Alÿs è nei paraggi! Qual è il rapporto esplicito che intercorre tra queste rappresentazioni? Nessun testo può essere considerato esplicativo per un’immagine, e viceversa. Ciò che ci rimane è un continuo processo di inseguimenti che è sempre bene che la critica metta in atto, come in questo caso, piuttosto che continuare ad istituire punti di vista, sempre più ristretti e specifici.