Incursioni

Lorenzo Micheli Gigotti

pubblicazione a cura di Luca Vitone/Xing

pagine 100 Edizioni Zero

Appena mosso il primo passo dal fatto. Su un librettino gratuito di cinquanta pagine si tirano le somme confuse del decennio trascorso. Questa è la storia: nel 1985 due tipi si incontrano al DAMS di Bologna. Ne segue una convivenza, progetti, viaggi e molte chiacchierate. Anni dopo uno di loro e altri inaugurano il Link Project, l’altro cura ‘Incursioni’ un festival sulle arti performative svoltosi in quattro edizioni tra il 1996 e il 1999 negli spazi del noto (oramai ex sede) spazio bolognese. Conclusa quell’esperienza si arriva a questa pubblicazione. Quasi fosse un preludio discreto della definizione del sé. Del “l’appena passato” definito come Belle Epoque che trova posto, in queste pagine, come ricordo malinconico di un periodo gustosamente indefinito e traballante. L’anatomia di una categoria artistica nostrana: le arti performative, “fuori-formato” degli anni ’90, ancora scevra dalle tristi categorizzazioni quanto dagli inevitabili consuntivi, è raccontata, in multi formato, nelle testimonianze dei protagonisti e dei frequentatori del genere e di quei luoghi (non si tratta di orge...ma quasi). E’ ancora gradevole l’odore del corpo in questione. Perché ‘Incursioni’ (la pubblicazione; si intende!) non vuole essere l’ennesimo ‘catalogo’ riepilogativo con tanto di (elevato) prezzo di copertina. Discretamente si discorre, con il tono di un sussurro, sulle questioni della performatività nell’arte contemporanea. Si discute apertamente, ognuno con la sua idea e il suo punto di vista, con il piglio di chi si presenta e presenta una realtà artistica che qualche tempo fa (purtroppo in Italia funziona così) era relegata nei luoghi ‘non deputati’ e oggi viene proposta (con esoticità) nelle gallerie d’arte e nei musei civici. Allora che sollievo riconoscere nel libro lo stesso sano disordine eterodosso di quel Festival e di quella stessa performatività che ha (questo senz’altro) con successo formato il nuova attributo esistenziale dello spettatore “emancipato” e performativo (sia dell’arte che dei tempi!!). Dieci anni fa era un agire artistico misconosciuto (“sperimentale” nel trasformare il paradigma estetico-economico tradizionale del fare arte) e appena oggi del tutto affermato. Sono pubblicati testi di Luca Vitone, Carlo Antonelli, Cesare Viel, una conversazione tra Silvia Fanti, Daniele Gasparinetti e Andera Lissoni; chiude un indice di tutti gli artisti e la descrizione dei loro progetti presentati ad ‘Incursioni’ dal ’96 al ’99.

(Lorenzo Micheli Gigotti)