Selva Elettrica

Valerio Mannucci

(Net-label, 2005, Roma) www.selvaelettrica.com

Seppur ormai molto diffuse, forse non tutti conoscono le net-label e le questioni ad esse legate. Quindi cercherò di dare una velocissima infarinata al riguardo. In pratica le net-label sono etichette musicali che agiscono sul web, mettendo a disposizione gratuitamente la propria musica. Spesso si tratta di veri e propri album coperti dalla licenza Creative Commons (licenza che permette, per esempio, di mantenere il diritto alla paternità e alla immodificabilità delle opere, ma che ne permette anche la libera circolazione purchè non sia a scopo commerciale). E il tutto al di fuori della SIAE. Selva Elettrica s’iscrive a pieno in questa categoria e, nata quest’anno, conta al suo attivo già sei uscite. Il catalogo è abbastanza vario e oltre alla sempre dominante elettronica c’è anche qualche tentativo acustico piuttosto interessante. Certo, devo ammettere che le net-label portano con se una questione che mi è ancora piuttosto oscura: in questo ‘incubo economico’ come può sopravvivere una realtà che non ha nessun ‘peso economico’? Anche se nell’immediato questo problema non si pone - visto che ormai produrre un disco ha costi veramente contenuti se non irrisori - è rispetto alla contraddizione che si sviluppa sul lungo termine che ci si deve porre un grosso punto di domanda. L’industria discografica, gli artisti, i negozi di dischi e le distribuzioni continueranno (attraverso i normali canali o sul web, non ha importanza) a pretendere un rendiconto economico (non solo di profitto) per le loro attività: come potranno quindi le net-label produrre materiale di alta qualità senza essere solamente le fucine per il lancio ‘commerciale’ dei giovani artisti? E’ una domanda difficile a cui solo il tempo risponderà. A fronte delle mie perplessità Gabriel (aka Kudu), amministratore della label, mi ha così risposto “che dire, giusta o sbagliata che sia, all’unanimità consideriamo le licenze cc e il concetto di netlabel un’ “occasione”.... come aprire una finestrella sul mondo, perchè quelle in italia sono sbarrate o vanno scardinate a forza di conosceze, sviolinate e salotti esclusivi dell’ “alta indipendenza nostrana”. Ti assicuro che SELVA ci aiuta moltissimo, ed è epicentro di tante buone idee, che solo unendo le forze possono essere realizzate. Poi, se un giorno o l’altro la cultura del nostro paese ci darà un po’ di credito, vorrà dire che abbiamo lavorato bene, e che la gente ha imparato ad ascoltare”. Giusto, non c’è nulla da dire o da controbattere, c’è solo da apprezzare lo slancio, comprendere la necessità ed accettare alcune incognite a cui si va incontro. Per ora quindi mettiamo da parte perplessità e domande ed accontentiamoci (si fa per dire) di ascoltare dischi ‘open’ come quelli distribuiti da Selva Elettrica. Ci sono i Micropupazzo, Violet Pow, Taif, Kudu, ecc. Come sono questi dischi? Beh, visto che sono gratuiti e che ci vogliono cinque minuti per scaricare il disco intero con tanto di copertina, andateveli a sentire. Ve lo consiglio.

(Valerio Mannucci)