Carola Pisaturo

Valerio Mannucci

“Matermania”

(LP, titbit music / WAS, 2005)

Nuova uscita, la terza in ordine cronologico, per la Titbit. Questa volta, dopo l’uscita 00 che era una compilation di presentazione dell’etichetta e la seconda (titbit 01) ad opera di Quiroga, a farsi carico della realizzazione è Carola Pisaturo, co-fondatrice dell’etichetta, conosciuta ai più come DJ, ma attiva da diversi anni anche come produttrice. Il disco in questione è una miscela muscolare di techno, funk, tech-house ed elettronica. Una mix funzionante e funzionale di ritmiche quadrate ma estremamente avvolgenti. Ciò che più colpisce è la capacità di modellare dei groove aritmetici singhiozzanti senza sconvolgere le consuetudini dettate dal rapporto col dancefloor e, allo stesso tempo, senza mai risultare prevedibile o scontata. Si passa da tracce rimbalzanti come quella che da il titolo al disco, fino a derive post-tech-house come Dorilla. Manca forse, e lo dico a titolo personale, quella dose di ruvidità e di aleatorietà compositiva che renderebbe più organico ed espressivo un lavoro del genere. Ma sarebbe troppo facile decontestualizzare Matermania dal suo orizzonte di riferimento. Non a caso ho usato il termine funzionale per esprimere quella che dovrebbe essere l’anima di questa e di tante altre produzioni, ossia di essere non solo l’espressione musicale di un artista, ma anche il mezzo attraverso cui rapportarsi ad un pubblico attivo (che balla e sballa). E’ proprio questa contrattazione che rende estremamente significativo un lavoro del genere. Non per riferirmi a quell’abusato e un po’ inutile concetto di IDM (Intelligent Dance Music), quanto per quel giusto connubio fra musicalità e interrelazione col contesto. Come si dice nelle riviste di settore: da mettere in valigia.

(Valerio Mannucci)