Electric President

Gianni Avella

S/+

(CD, Morr Music, Wide, 2005)

Il marchio Morr ormai è sinonimo di un sound ben preciso, e da lì non si scappa. Quindi, ogni approccio con un disco Morr equivale ad un film già visto: medesima la trama, medesimo il finale. Gli Electric President sono un duo dalle innocenti velleità le cui giovani primavere (23 anni per Ben Cooper, 21 per Alex Kane) portano sì un ringiovanimento nel roster di Thomas Morr, ma il suono regalatoci dalla coppia statunitense non eleva gli abituali standard della label tedesca che rimane ancorata (ecchepalle…) al solito, medesimo e melanconico pop da cameretta imbottita di lacrime adolescenziali, poster appiccicati alle pareti raffiguranti eroi passati e non (che siano Notwist, My Bloody Valentine, Smiths o Slowdive non ha importanza) e immaginario loser.
Dispiace prendersela con gli Electric President che poi male non sono, anzi; in certi casi riescono a disegnare melodie veramente ottime (vedi Snow on Dead Neighborhoods e Some Crab About The Future), ammiccando, ottimamente, anche al catalogo più riflessivo dei Beatles (Grand Machine No. 14), ma è una prassi trita e ritrita. Commuove e fa tenerezza ok, ma se si ha voglia di sonorità simili è bene sapere che Notwist e Death Cab or Cutie esistono da un bel pò. Per irriducibili

(Gianni Avella)