Sin City

Francesco M. Russo

Di Robert Rodriguez e Frank Miller

(DVD) Buena Vista

Se la pellicola ispirata alla darkissima graphic novel di Frank Miller non funziona alla perfezione è per lo stesso motivo per cui i vari film shakespeariani di Kenneth Branagh fanno acqua da tutte le parti. Il fumetto, come il teatro, ha un linguaggio troppo peculiare rispetto a quello cinematografico per essere riprodotto pari pari sul grande schermo. Che lo stesso Miller appaia sui credit come coregista, non è quindi per vezzo o per caso. “Sin City” ripercorre i primi tre capitoli dell’omonima saga in maniera pedissequa, inquadratura per inquadratura. Il ritmo e la caratterizzazione dei personaggi seguono perciò logiche drammaturgiche troppo diverse da quelle del cinema per non pesare sul risultato finale. Il fascino visivo è comunque innegabile, per quanto lo straniamento del blue screen digitale renda forse meno vivide immagini che su carta erano genuinamente disturbanti, come il pluriomicida, interpretato dall’ex hobbit Elijah Wood che non batte ciglio mentre viene divorato vivo dai cani lupo. Dal punto di vista estetico, le mancanze sono le stesse che si possono attribuire a un “Kill Bill”, per quanto il paragone sembri facile, data la presenza dello stesso Tarantino come “ospite speciale” alla regia di una sequenza di combattimento. La potenza iconica è indiscutibile, ma le produzioni di questo genere appaiono così studiate a tavolino per essere “cool” a tutti i costi da mancare sovente di anima. L’entertainment è garantito, quindi, ed è pure di livello elevato. Ma per le vere emozioni si cerchi da qualche altra parte. Scarsini gli extra, con trailer e interviste al cast concentrate in meno di dieci minuti. L’episodio migliore rimane il primo, con un Mickey Rourke imbolsito e irriconoscibile che non avrebbe potuto incarnare meglio la straziata e straziante maschera del derelitto gigante Marv.

(Francesco M. Russo)