Garage Sale

Luca Lo Pinto

Martha Rosler

ICA - 2005

“Voglio fare arte riguardo il luogo comune, un arte che illumini la vita sociale. Voglio usare l’arte per interrogare le spiegazioni mitiche della vita quotidiana che prende forma come un razionalismo ottimistico e per esplorare le relazioni tra la coscienza individuale, la vita famigliare e la cultura del monopolio capitalista”.
Da buona femminsta americana old-school, la nostra Martha è ancora in ottima forma come del resto il suo celebre lavoro “Garage Sale”. Pochi mesi fa, a distanza di trent’anni dalla sua prima presentazione nel museo dell’università di San Diego, il famoso mercatino di oggetti portato in giro per il mondo dalla Rosler è stato, infatti, esposto negli spazi degli ICA a Londra. Mi fa sorridere pensare a quanto, da piccolo, mi sorprese vedere gli altri bambini fuori dalle loro villette vicino il Getty Museum di L.A. vendere tutti i loro oggetti. Visto che erano gonfi di soldi, perché mettersi a vendere i loro giocattoli e vestiti? Forse ne avrebbe avuto più bisogno Martha, che per 28 anni ha deciso di non lavorare mai con una galleria! Ed alla fine il suo mercatino l’ha allestito anche lei, anche se con finalità molto diverse come quella di investigare come le realtà socioeconomiche e le ideologie poltiche dominano la vita oridnaria.
Nel breve pamphlet realizzato per la mostra dagli ottimi designer A.P.F.EL. (A pratice for everyday life), la Rosler, con l’aiuto di Jens Hoffmann, ripercorre la genesi di questo lavoro e ne spiega l’attualità motivando la scelta del re-enacment di questo lavoro del 1973 in ben 9 diversi spazi museali nel giro di pochissimi anni (1999-2005). In breve, non un catalogo su un artista, ma su un’opera!

(Luca Lo Pinto)