GLU/Girls Like Us

Francesco Ventrella

Pubblicato da Capricious BV

n. 1, Fall 2005 E. 8.00

Dopo diversi esperiementi editoriali il progetto GLU (Girls Like Us) vede finalmente la luce nalla sua veste più accattivante: patinato quadrimestrale di cultura lesbica con la pretesa di promuovere un fashion attivista. Paradossale? Assolutamente no, se in copertina riuscite ad avere Peaches travestita da Gia Carangi, la supermodella di origine italiana che fu tra le prime donne a morire di AIDS nel 1986.Il progetto GLU nasce due anni fa ad Amsterdam, dall’impegno di due mediattiviste: Jessica Gysel e Kathrin Hero. Ora il magazine rappresenta uno degli strumenti principali del loro progetto che si inserisce in un territorio dove l’identità di genere e la differenza sessuale sono trattati come fenomeni (ovviamente!) di cultura. E come ogni cultura ha le sue storie, i suoi racconti, i suoi personaggi e i mezzi attraverso i quali veicolare i propri processi di identificazione. E qui troviamo GLU e la rubrica ‘conversations’ in cui testo e immagini raccontano le vite di donne con donne, per donne (nel primo numero l’attrice Leisha Hailey e la boxeur Michele Aboro)… ma anche per chiunque lo voglia comprare: la posizione del lettore/lettrice prescinde dalle intenzioni dell’autore/autrice nella società dei consumi. Preziosissima la sezione ‘archive’ in cui GLU ha raccolto le copertine di storiche riviste lesbiche degli anni Settanta e Ottanta (la rivista cerca ulteriori collaboratrici/tori scrivendo a info@glumagazine.com).

(Francesco Ventrella)