Magik Markers

Francesco Farabegoli

“I Trust My Guitar, Etc.”

(LP, Ecstatic Peace, 2005)

Per chi ha ancora un briciolo di fede nel rock, inteso come una precisa serie di rituali di (auto) distruzione e ne vorrebbe rivivere almeno una versione in scala, consigliamo di assistere ad un concerto di Magik Markers in prima fila ed assistere a tutto ciò che la chitarrista Elisa Ambrogio riesce a fare nell’arco di uno show: baciare gli astanti in bocca, tirare la chitarra contro qualche spettatore a caso, strisciare per terra da inizio a fine concerto, slogarsi qualche arto, fratturarsene altri: tutto a parte suonare il proprio strumento. I Trust My Guitar Etc. è l’equivalente discografico di un delirio del genere; una sorta di paillette del nonsense chitarristico sparata a livelli di rumorosità allucinanti da cui si riesce a tirar fuori di tanto in tanto una traccia di batteria e qualche sconvolta linea di basso. Ma per la maggior parte del tempo l’inganno e le ansie paradigmatiche non reggono, ed il rumore scaturisce dal disco, nudo e crudo, con un’intensità devastante e nessuna maschera. Ogni controllo che la formazione pare avere nel lato A dell’LP si esaurisce totalmente nella spastica session del retro, con le bacchette del batterista che suonano su qualcosa che non è una batteria e la chitarra è talmente affogata nei feedback da sembrare un sassofono. Tutti potrebbero suonare musica del genere, ma un solo gruppo la suona. Magik Markers, da Hartford, Connecticut.

(Francesco Farabegoli)