Nautical Almanac

Francesco de Figueiredo

“Something”

(CDr, 8MM, 2005)

I Nautical Almanac nascono nel 1996, in quei tempi la distruzione del ‘buon-socialmente-utile-recepibile-suono’, tramite devices analogiche e digitali, era ancora pratica per pochi, non ancora troppo à la page. I Nautical Almanac di oggi sono in tre, Twig Harper, la sua compagna Carly Ptak e il recente Max Eisemberg. Ieri c’era anche tale Nate Young, ora Wolf Eyes, e scusate se è poco. Da dieci anni il progetto continua sulla linea del noise e del rumorismo, come molti elaborato tramite strumenti autoprodotti, personali, e capaci di stravolgere le modulazioni di frequenza del suono. Il preambolo di presentazioni è utile in certi casi, specie se si vuole parlare di una materia che di per se potrebbe risultare, a molti, musicale come uno sciacquone del cesso in pieno flusso. E non solo quei molti che disconoscono in assoluto, ma anche quelli che per reazione all’effetto ‘moda’ di questa tendenza sempre più allargata, sono capaci di confondere lo sciacquone stesso per una sorta di performance musicale. E di cessi che suonano di questi tempi ce ne sono davvero parecchi. I Nautical Almanac direi che non partecipano alla sinfonia. L’elemento maggiore in “Something” è la pasta sonora di ognuna delle quattro tracce, che ha la forza di ricreare una sorta di ambientazione ben definita e differente dalle altre, e questo può essere altro elemento di garanzia, e si chiama controllo. Avevo avuto già modo di ascoltare il loro “We Want War” del 2004, e la cosa che mi aveva colpito di più era la profonda isteria aggressiva del suono, secco e pretecnologico. Quest’ultimo lavoro, registrato in Italia durante il tour di un anno fa e stampato dalla trevisana e coraggiosa 8mm in 150 copie, è probabilmente più lineare e controllato, forse a discapito di una violenza che comunque rimane esplicita. Così continuano gli esperimenti del trio e, chicca fra le chicche, un gossip li vuole cavie di una casa farmaceutica per la sperimentazione di nuovi prodotti, ma con un nuovo laboratorio acquistato proprio grazie ad esse, questa ci mancava...

(Francesco de Figueiredo)