Pierre Bastien

Emiliano Barbieri

“Boite N° 7”

(CD, Editions Cactus, 2004)

Costruito lungo un’unica suite di venti minuti circa intitolata Spleen mécanique, il CD è tra quelli difficilmente collocabili all’interno di un’ipotetica griglia di generi musicali. Quello che è certo è il fatto che il titolo riesce ad esplicare in modo abbastanza esaustivo l’idea di suono perseguita con passione ventennale dal musicista francese. Molto belle le ritmiche, sorta di riedizione dello splendore percussivo di un Varése riarrangiato da Tom Waits inspiegabilmente sobrio. Su questo substrato si inseriscono progressioni di accordi e cut’n’paste vocali che sembrano usciti da un vecchio film. Accenni di xilofono annunciano l’ennesimo cambio di direzione della traccia che ostinatamente rifugge la ripetizione così che, ogni volta che l’ascoltatore familiarizza con un passaggio sonoro, subito ne viene allontanato in modo tangenziale, attraverso melodie infantili dal sapore straniante che continuano a succedersi in una sorta di circolarità di elementi uguali vs elementi che variano come avessero mandato a memoria la lezione minimalista. Fa bene al cuore poi pensare a come il tutto sia stato suonato dal vivo da piccoli Robot costruiti col Meccano e motorizzati da un Tecnichs smontato o da qualche altra chincaglieria elettrodinamica e capaci di crepitii glitch che credevamo nelle corde dei soli DSP audio. Curioso.

(Emiliano Barbieri)