CAVEH ZAHEDI

Andrea Proia

Dio come regista

01. Intro
Certo, Caveh Zahedi non si fa problemi a dire quello che pensa, e il suo lavoro ha la pretesa di essere la rappresentazione di qualcosa di ben più impegnativo di quello che generalmente si vede in giro. Per farla breve Caveh è lo strumento, non meno di quanto lo sia la sua videocamera digitale, nelle mani di Dio e Dio, grazie a questa strumentazione, si fa gli homevideo.
Chi sta già pensando a un nuovo paradigma artistico per la blasfemia non si è neppure avvicinato un po’ alla straordinaria sensibilità del vero artista Zahedi.

02. Bio
Caveh nasce a Washington D.C. nel 1960. Inizia a girare film mentre studia filosofia all’univeristà di Yale. Dopo la laurea, va in Svizzera per provare a lavorare con Jean-Luc Godard, il quale rifiuta educatamente. Deluso, fa ritorno negli USA e inizia a insegnare video ai bambini autistici. Quando i colleghi cominciano a scambiarlo per un bambino autistico, Caveh si rende conto di quello che sta facendo e lascia il lavoro. Va a Parigi con l’intento di raccogliere fondi per il suo progetto: fare un film sulla vita di Rimbaud. Torna a casa dopo poco tempo senza aver raccolto un singolo centesimo. Non si perde d’animo e prova comunque a girare il film in Super-8 senza neanche un soldo. Il risultato? Un disastro senza attenuanti.
Così decide di lasciar perdere il lavoro di regista e si dedica full-time al collage. Dopo svariati mesi a fare i collage il suo desiderio di fare film ritorna, e ciò lo spinge a partecipare al progetto cinematografico sul fotografo Eadweard Muybridge. Così torna in Francia per tentare di coinvolgere la tv nella realizzazione di questo progetto, che nuovamente fallisce. Abbandonato il progetto Muybridge, si mette al lavoro su un video dei Talking Heads, ma David Byrne, dopo due anni di duro lavoro, glielo boccia. Un po’ scoraggiato chiede e finalmente ottiene dal governo francese un piccolo finanziamento per la realizzazione di un film su un’oscura prosa di Mallarmé. Dopo due anni di lavoro mostra il film alla commissione che decide di tagliare i fondi.
Alla fine si iscrive alla scuola di regia della UCLA, dove incontra l’ex professore di filosofia di Stanford Greg Watkins. Insieme realizzano “A little stiff”, un esperimento narrativo in cui Caveh mette in scena una sua cotta per una ragazza, utilizzando come attori i personaggi reali della vicenda nel ruolo di se stessi. Il film ottiene un grande successo di critica al Sundance Festival, che gli consente di ricevere un notevole sostegno finanziario. “I don’t hate Las Vegas anymore”, il film seguente, è un documentario che ha come scopo quello di dimostrare l’esistenza di Dio. Naturalmente questo controverso esperimento cinematografico viene rifiutato da tutti i distributori americani.

03. Je es un autre
“Per me la questione centrale dell’arte è quella dell’ego.” Così afferma il filosofo/regista il quale spiega come si senta più vicino alla visione medievale dell’artista, nella quale quest’ultimo viene visto come umile servo di Dio, che svolge il lavoro di Dio al meglio delle sue capacità, canalizzandone l’influsso sacro, piuttosto che a quella attuale fondata sul culto della personalità e sull’originalità.
“A partire dal Rinascimento la visione dell’artista cambia, la persona/artista diviene sempre più importante e la sua figura assume via via connotati sempre più super-umani.” In pratica ci si sposta da una vita teocentrica ad una egocentrica, la figura dell’artista viene divinizzata mentre il concetto di Dio va desacralizzandosi, provocando lo scollamento volontario dei “comuni mortali” dalla matrice divina attraverso l’esperienza artistica. In questo modo il potere, epifania dell’ego, legittimandosi sulla nostra perdita di importanza, poté inserirsi (diaballein) tra noi e il Divino, creando le istituzioni “arte” e “religione”, che nient’altro fanno se non tenere quanti più uomini lontani dal diretto contatto con la Sorgente.

04. In the bathtub of the world
Il film è composto da una serie di registrazioni che Caveh tenne regolarmente nel corso di un anno, riguardanti nient’altro che la sua vita. Un minuto di registrazione al giorno, per ogni giorno dell’anno. Nessuna sceneggiatura, nessun attore, nessun… regista.
Il risultato è quanto di più difficile da assaporare io abbia mai visto. Ed è paradossale proprio perché si tratta di pura normalità. Nessun evento irrompe per cambiare la vita dei personaggi, i personaggi non sono personaggi ma solo persone, il coinvolgimento è nullo. Ma questo è solo un filmato amatoriale senza significato! Invece proprio questa prima reazione ci rivela i motivi, intesi chiaramente da Caveh, per cui dovremmo apprezzarlo. Non si vuole mostrare alcun significato, i significati appartengono all’ego, ma l’ego qui viene messo da parte, non c’è neanche un grammo di finzione, c’è solo “Dio, in quel momento, che crea”.

05. Filmografia parziale

Regista
In the Bathtub of the World (2002)
I Was Possessed by God (2000)
I Don’t Hate Las Vegas Anymore (1994)
A Little Stiff (1991)
Attore
In the Bathtub of the World (2002)
Waking Life (2001)
A Sign From God (2002)
Money Buys Happiness (2000)
I Was Possessed By God (2000)
Treasure Island (1999)
Citizen Ruth (1996)
I Don’t Hate Las Vegas Anymore (1994)
A Little Stiff (1991)

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