Belong

Francesco de Figueiredo

“October in Language”

(CD, Carparck, Goodfellas, 2006)

Drone evocativo e saturo (quale non lo è?), incredibilmente capace di toccare nell’immediato, monolitico come quei tappetoni armonici che spesso si mettono sui documentari, in modo da incalzare sul fascino della formazione della vita e sui primi movimenti da essa generati. Sul comunicato che annuncia l’uscita di questo disco trovo scritto che quello che rimane dopo la manipolazione delle chitarre, dei synths e degli altri strumenti tradizionali, è simile ad una impronta del sole sulla retina degli occhi. E stavolta non ho nulla da obiettare, ci sta, è proprio vero. Il mood del disco è un crescendo di soffuse rotondità malinconiche e mistiche, dissoluzioni strumentali e fruscii di sottofondo. Certo non è il primo a giocare su questa sensazione di gestazione, ma alle otto tracce di “October Language” - debutto dei Belong, ovvero Turk Dietrich e Michael Jones, dal New Jersey- potrebbero associarsi altrettante otto albe, di quelle da ricordare, perfette. Un gran bell’esordio, un disco fruibile e bucolico, che se non ti smuove dentro in alcun modo sei più freddo di un serial killer, beato te.

(Francesco de Figueiredo)