Abecedario di Gilles Deleuze

Francesco Ventrella

Intervista con Claire Parnet per la regia di Pierre-André Boutang

(DeriveApprodi, 2005) 8 ore/3 DVD + libro € 40.00

Lo scorso autunno Enrico Ghezzi ha passato su Fuori Orario, con la solita discrasica puntualità, le lezioni che il filosofo Gilles Deleuze teneva negli anni Settanta a Venciennes. L’aula affollatissima, il fumo delle sigarette, i registratori a cassetta e uno studente che polemizza sul fatto che lo spazio in cui si trovano è troppo piccolo per contenere tutti, che questa situazione per lui è un disagio; Deleuze ribatte che è proprio questo disagio che la classe condivide, ad essere una ragione di più perchè non si spostino di lì. Queste immagini si trovano anche sullo sfondo del menu del DVD che DeriveApprodi ha pubblicato qualche mese fa. Quando Davide me lo ha portato io ero a dir poco entusiasta: per chi crede che la filosofia e il modo di pensare possano materialmente cambiare il mondo, ascoltare Deleuze è un piacere enorme. Gilles Deleuze è forse un folosofo unico: lo legge chi si occupa di cinema (suo il concetto di immagine affezione e le migliori pagine dedicate al montaggio e al concetto di sutura), letteratura (in un libricino ha sventrato tutti i desideri nascosti nella Recherche di Proust), psicoanalisi (chi non ha mai sentito parlare dell’Anti-Edipo e del binomio schizofrenia e capitalismo?) e politica (suoi i concetti di rizoma, nomadismo, biopolitica che fanno parte del nostro linguaggio politico “posizionato”). Impossibile ridurre il suo pensiero a poche righe, ma questo DVD riesce a parlare di filosofia, attraverso il desiderio di pensare (di Deleuze) e ascoltare (di chi guarda). Per Deleuze la filosofia non si rivolge solo ai filosofi, ma ha a che fare con un modo del pensiero e la capacità di risolvere dei problemi concettuali. In questa sorta di testamento Deleuze affronta un abecedario articolato per concetti che inizia con la lettera «A» di «animale» e si conclude con la lettera «Z» di «zigzag». La storia dietro questa registrazione su pellicola è macabra e ironica al tempo stesso: Claire Parnet, sua ex allieva nel periodo a Venciennes, chiede a Deleuze di rilasciare un’intervista filmata nel 1989. Lui gliela concede, a patto che venga utilizzata solo dopo la sua morte. E’ su questa morte a-venire (Deleuze era già ammalato e nel 1994 si sarebbe suicidato) che si gioca il rapporto tra intervistato, intervistatore e immagine registrata. Dietro al filosofo seduto su una poltrona ci sono una lampada, una ciotola con delle medicine, un cappello e uno specchio sui cui si riflette il volto di Claire mentre gli snocciola l’abecedario. Il fumo delle sigarette di Claire, la tosse di Deleuze, la loro ironia nel parlare liberamente, pensando che quando questo film sarebbe stato mostrato, lui sarebbe stato già morto: un’intervista come poche, raccontata in futuro anteriore.

(Francesco Ventrella)