Dear Wendy

Lorenzo Micheli Gigotti

di Thomas Vintenberg

(DVD) Eagle Pictures

Dick, il protagonista dell’ultimo film di Vintenberg sceneggiato da Lars Von Trier, è il tipico sfigato di turno. Vive un’esistenza abbandonata in un villaggio di quattro case nel sud-est degli USA. Inizia a sbattersi in miniera, unico intrattenimento del luogo, e finisce per lavorare in una drogheria. Da bravo nerd Dick legge libri, è un pacifista convinto, un ragazzo dai sani principi...insomma uno di quelli che nausea le adolescenti. Ma ha una perversa passione: le armi, nella fattispecie per ‘Wendy’ una calibro 6 con tamburo a sei colpi. A dir meglio tra Dick e Wendy trattasi di vero e proprio amore. Uno di quei rapporti in cui lui fa tutto e lei subisce inconsapevolmente. Il nostro non è solo. Condivide il suo romantico feticismo per le pistole con una banda ‘The Dandies’, neanche a dirlo, sfigati come lui. Il principio del club? Che l’arma non venga mai tirata fuori in pubblico e contro esseri viventi. Una sorta di esperimento sociale: il riscatto dell’emarginato per mezzo dell’arma. Risolto nella sognata realizzazione di un pacifismo con le armi e nell’affermazione esistenziale attraverso la forza e il coraggio indotto dall’arma. Ironia della sorte finisce tutto in una gran sparatoria con la polizia (la redenzione tanto cercata) in cui muoiono tutti... Roba che a vederlo M.Moore, e persino Van Sant, saranno impalliditi. Di fronte alla riuscita provocazione. L’estetica ‘Dogma’ (che francamente ci si aspettava) risulta come tensione ad un realismo programmato che sostanzialmente rimane di facciata. Tanto che stavolta la crudezza del quadro e la recitazione “dogma” sono condite da grafiche multilayer, scene clippettate alla Buz Luhrmann (Romeo+Giulietta) e voce narrante fuori campo (che alcuni vedono come omaggio al Lyndon di Kubrik). Vintenberg segue il suo ‘maestro’ nel mondo della trasgressione. Su forme moderate ampiamente convenzionali. Il cinema che va di moda oggi. Il contenuto rimane controverso. Tanto che per molti risulterà difficile esprimere un giudizio sulla morale del film che senza troppi indugi è una dichiarazione d’amore alle armi. Con tanto di colonna sonora: time of the season (The Zombies). Pacifismo con le armi? Aspettativa utopistica o stronzata? L’ambiguità tra l’indefessa fede nell’ideologia e la totale demenza eleva il giudizio a conclusioni e a ragionamenti meno scontati. Il dubbio resta!!

(Lorenzo Micheli Gigotti)