Santiago Sierra

Luca Lo Pinto

a cura di Fabio Cavallucci e Carlos Jimenez

Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento - 2005

Questo simpatico spagnolo-messicano d’adozione innamorato di qualsiasi forma d’alcool potrà suscitare reazioni controverse sulla sua arte, ma è indubbiamente uno degli artisti più affermati degli ultimi anni, a giudicare dal suo curriculum di tutto rispetto. Il fatto che sia uno degli artisti più invitati nelle collettive internazionali ci spinge anche a riflettere su come il suo “politically in-correct” sia in realtà molto “politically correct” per il mondo dell’arte istituzionale. Con un po’ di ritardo, Santiago è arrivato ad essere invitato per una personale in un museo italiano: la Galleria Civica di Trento. E per l’occasione si è deciso di produrre una pubblicazione. Il catalogo ha il pregio di fornire una panoramica (fotografica) quasi completa dei lavori di Sierra con brevi, ma chiare note esplicative. Il difetto è, come sempre in Italia, la grafica. Conoscendo la fissazione dell’artista per il nero, almeno si sarebbe potuto giocare sulle font e sul layout! Ma passiamo ai contenuti. Oltre le immagini, ci sono i testi dei due curatori: Fabio Cavallucci e Carlos Jimenez. Due testi all’opposto: il primo profuma di una chiarezza un po’ troppo didascalica; il secondo è più criptico e per arrivare a parlare dell’artista ci fa un preambolo di ben 5 pagine! Ma dalla lettura parallela ci facciamo un’idea del lavoro di Santiago. Visto la rarità delle interviste rilasciate dall’artista, quella di Mario Rossi dà un valore aggiunto al libro. Nonostante la poca forza di alcune domande, riconosco la difficoltà a intervistare un personaggio come Sierra, che è sempre un po’ contradditorio tra i suoi ideali anti-capitalistici e la sua pratica artistica. Non può dire che odia il sistema capitalistico e, quando gli viene detto che il suo lavoro all’interno del sistema dell’arte (capitalistico per eccellenza) ne contribuisce allo sviluppo, rispondere: sono solamente un’artista e faccio solamente arte. Per chi lo ama, un catalogo in più da possedere; per chi lo odia, un catalogo da leggere per consolidare le basi su cui motivare le vostre critiche.

(Luca Lo Pinto)