passe montagne

Francesco de Figueiredo

“Long Play”

(CD, Ruminance, Wide, 2006)

La prima luce è nel 2004 a Nantes (Francia), come occupazione ludico/estemporanea e parallela ad altri progetti. Dopo una serie di apparizioni live, si concretizza il primo full lenght dei passe montagne, edito dalla parigina Ruminance e intitolato “Long Play” appunto, che più didascalico e manifesto non si può. Questione di struttura, lavoro ragionato su battute e interazione frà linee ritmiche e movimenti sulle corde, il trio composto da Gillers Montaufray (polistrumentista), Samuel Cochetel (chitarra) e Jiulien Fernandez (batteria), immerge la testa dentro un oleoso impasto, fatto di reminescenze ‘shellacchiane’, ma al contempo Brainiac, U.S. Maple, Jesus Lizard. Se il math rock - nella sua accezione più concreta - andrebbe considerato come modalità compositiva più che genere definitivo, viene da sè che certi tipi di forzature condizionano anche tutto ciò che segue, e allora tutte queste linee di riferimento si annulllano, ricomponendosi in fisici e ostili coordinamenti di esecuzione. E fondamentale è il contributo di Jiulien - che forse qualcuno di voi ha visto alle prese con gli Chevreuil e le ‘addizioni’ armoniche del suo socio Tony C. (Nero Prog #01) - che se da una parte libera tutte le idee (o le idee di tutti) al contempo le racchiude in una ritmica secca, scomposta, grezza ma complessa. E allora è movimento, al limite fra casualità e predeterminazione, teso e imbrigliato fra trame ritmiche e distorsioni di basso e chitarra mai esasperate. Testa e rock’n’roll, mascherato, personale, intuitivo.

(Francesco de Figueiredo)