Yuma Nora

Francesco de Figueiredo

“Jewels In The Snakepit”

(CD, Not Not Fun, 2005)

Davvero dentro a un disco si può infilare di tutto, da sprazzi chitarristici no wave, alle libere modulazioni sintetizzate, fino ai tribalismi percussivi della batteria, e non è affatto detto che cozzi. Gli Yuma Nora sono di Portland, e per quanto ignoti nel vecchio continente, hanno già diviso il palco con band del calibro di Sightnings, Aa e Metalux. “Jewels In The Snakepit” è un disco giocoso già dal suo artwork, con serpenti in gomma infilati dentro alla custodia e finte squame di serpente, estremamente curato, come poi è solita fare la Not Not Fun, questa meravigliosa etichetta di Los Angeles, che ha a cuore le proprie produzioni fino all’inverosimile. Materia musicale assolutamente fuori dagli schemi, ma allo stesso tempo calzante e interattiva, deliri scomposti su cui il trio fraseggia lamenti vocali e di sax, come postmoderme e irriverenti cantilene. Ditemi voi quanti dischi ‘noise-indisponenti’ avete a casa che riuscite ad ascoltare con assoluta semplicità e leggera attenzione. Questo secondo lavoro del trio è ancora più incisivo del precedente “Red Train Graphing the Sunset of All”, probabilmente più leggibile, fino al punto che è diventato, nonostante la sua natura free form, uno dei dischi più gettonati della mia solitaria playlist di questi mesi protoprimaverili.

(Francesco de Figueiredo)