“The Complete Brian the brain”

Valerio Mannucci

di Miguel Angel Martin

(Raccolta/fumetti, Coniglio Editore, 2006)

Roba per ipocondriaci metafisici. Lo leggi e ti senti tradito. Forse per i disegni che sono volutamente lontani da quello che nascondono. O forse per il ritmo dei dialoghi, così leggero che sembra dare alla vita la stessa importanza di quella che daresti ad una partita di calcio mentre sei ad un funerale. In questo fumetto non c’è altro che: morte, malattia, deformità, solitudine, accanimento clinico, sperimentazione medica, rassegnazione e senso del dolore. Però il tutto è assolutamente sommesso, sordo, ovattato. Niente clamore, niente disperazione, solo un lucido cinismo quasi-infantile. Le storie di Brian, il bambino col cervello scoperto, con poteri speciali, telecinetici e telepatici, che tenta di vivere una vita normale fra bambini normali tanto per dire, sono un pugno sullo sterno con i guantoni da boxe. Vibrano di paura dissimulata. Spero di non arrivare mai a tanto, spero di non raggiungere mai la disillusione di queste meravigliose storie. Spero di non essere mai l’artefice di qualcosa di così amaro e di non perdere del tutto il senso dell’ironia e dell’illusione che domani c’è il sole e si va al mare. Perchè se entri nel trip di Brian the Brain è capace che te ne dimentichi per qualche ora. Pensi: povero Brian. Ma soprattutto pensi: povero Miguel Angel Martin.

(Valerio Mannucci)