Cronache marxiane

Giordano Simoncini

Giulietto Chiesa

(Libro, Fazi Editore, Euro 13,50)

Ci sono molti e molti motivi per farsi piacere un giornalista come Giulietto Chiesa: la competenza, la curiosità, l’attenzione, l’intransigenza. Ci sono anche molti e molti motivi per farsi piacere ciò che Giulietto Chiesa dice e scrive: la precisione, la scrupolosità, il tono perentorio. Ciò che ha fatto di questo giornalista un grand’uomo è il perfetto insieme delle qualità di cui difetta l’intero sistema informativo del Belpaese. In questo senso, Chiesa non è solo un uomo di un’altro tempo, ma è un uomo di un altro “mondo”, di un’altra civiltà (più civile). Certo è che gente di tanto e tale profilo la si poteva vedere situata un po’ meglio nell’Italia della Prima Repubblica, e non affatto in questo marasma di accidiosa idiozia politica che noi tutti si fronteggia mestamente oggigiorno; ma è pure vero che, se da un lato indulgere in qualsivoglia nostalgismo per quell’Italia è certamente un raschiare fortissimo il più profondo dei barili, dall’altro lato non si tratta neppure di disquisire in merito ad epoche o ere di informazione pubblica “diversa” – certe volte, solo certe volte, migliore. Giulietto Chiesa, oltre che essere un giornalista quadrato ed old school, travalica infatti la contemporaneità con l’essere, al contempo, anche aruspico e cittadino. Aruspico è oggi quel tipo di intellettuale che scruta nel futuro e poi ci riferisce. Ce ne sono molti, Chiesa ne è uno. Poco conta che nella stessa prefazione di “Cronache Marxiane” si cimenti in vari modi a negarsi tale ruolo; l’immediata evidenza è che, nei panni di chi vaticina, Giulietto ci sta anche particolarmente bene. Chi avrà la compiacenza di leggere, si vedrà pertanto aperte le porte dei giorni a venire, tetri a dire il meno: risorse sempre più scarse, il mondo che si fa stretto; definitiva estinzione dell’ideale di verità, delle politiche dei diritti; servizi segreti, trame oscure, corporations; Cina alla rincorsa dell’energia, poi delle armi, per prepararsi ai primi contatti militari con gli USA in data 2017/2018; Stati Uniti sempre più addentro al business dell’import/export della democrazia, bene di cui non hanno peraltro mai disposto. Particolarmente interessante ciò che l’autore vedeva, ai tempi della stesura, in merito alle “rivoluzioni” arancioni ed in particolar modo al governo di Lukashenko, ennesimo capo da ghigliottina tra le pagine dell’agenda yankee che, come che sia, è riuscito invece ad aver salva la vita politica proprio poche settimane fa. Dicevo poi che Giulietto Chiesa è anche un cittadino; lo dicevo aggrappandomi al senso originario del termine, che è greco. Chiesa ha la rara virtù della coscienza civica. Raccoglie pezzi di notizie, margini di colonna, tutto ciò che è scritto piccolo, poi lo mette insieme e prova a ricostruire il non-detto in una immagine verosimile: quanti sanno che pochi giorni or sono il senato USA ha slabbrato l’indebitamento del paese a 9 miliardi di euro? Quanti sanno che la Cina sta comprando percentuali sempre più ampie di tale debito? Tra le prime responsabilità di un buon cittadino, vi sono quelle di informarsi e di informare il prossimo, al fine di mantenere sempre allo scoperto quel tanto di verità che sta necessariamente alla base della democrazia. Chiesa è un buon cittadino perché di ciò ha fatto il proprio lavoro (vedere anche un’ invenzione come quella di Megachip). È tra i pochi, in Italia, a fare voce grossa sul pernicioso intreccio di politica e comunicazione mediatica che ogni italiano subisce, avendo per giunta l’acume apocalittico di dire apertamente che il nuovo sistema non è più adatto ai partiti. È tra i pochi, al mondo, ad avere il coraggio di difendere pubblicamente la verità sull’11 settembre: che le torri sono state minate, che nessun aereo è caduto sul pentagono, che il WTC 7 è crollato inspiegabilmente, che al suo interno c’ erano gli archivi della CIA, che Bush non aveva firmato un progetto di intervento armato in Afghanistan il 9 settembre poiché gli era stato consigliato di aspettare; ed ha per giunta l’ardire di lavorare assieme a chi su queste verità, per queste verità, tanto in America quanto nel resto del mondo ha intenzione di dar battaglia. Attenzione, precisione, intransigenza, perentorietà. Comprate questo libro.

(Giordano Simoncini)