La Città Infinita

Giordano Simoncini

a cura di Aldo Bonomi e Alberto Abruzzese

(Libro, Bruno Mondadori, Euro 25,00)

Brancoli tra gli espositori delle librerie e scopri che tra le puttanate c’è sempre qualcosa per cui vale la pena. In questo caso, la messa in pagine della ventesima Triennale di Milano – per cui, roba non nuovissima, ma come esimersi dal parlarne. “La Città Infinita”, che più specificamente nomina l’area pedemontana lombarda, è l’agglomerato urbano senza confine netto, lo spaesamento, i palazzi all’orizzonte dei palazzi, un luogo e un non-luogo al contempo, eterotopia, lo sfaldamento dei legami tradizionali, i suk-ipermarket, l’integrazione impossibile, l’alienazione, una macchina enorme di produzione ed un immane cassonetto dei rifiuti; ed è anche, al contempo, una sorta di prototipo di libro assoluto. C’è dentro saggistica, inchiesta, arte visiva e letteratura, in un unico perfetto per un solo passaggio alla cassa: dovete farcelo passare, ça va sans dire. I contenuti: pletora di analisi cattedratiche di sommo interesse (Abruzzese che tenta di affiancare politica mediatica, intrattenimento infinito e Brianza; Bagnasco che parla della dissoluzione della comunità; Volli che definisce “schiuma” lo sfondamento dei confini interni della città; Cacciari che dice che non abitiamo più città ma territori da… terreo, “provare terrore” - sarà), splendide opere fotografiche (di Uliano Lucas, Francesco Radino, Gianni Berengo Gardin e Edward Rozzo), ottimo reportage sulla mostra, cartine geografiche e addirittura, per chiosa, un’ intervista a Van De Sfroos. Che pubblicazione! mio dio, totale, wagneriana, feticcio, sollazzevole, abbila.

(Giordano Simoncini)