Obsil

Valerio Mannucci

“Point”

(CD, DIsasters by Choice, 2006)

Obsil è il nome d’arte di un giovane musicista di Siena, Giulio Aldinucci. Questo è il suo primo disco vero e proprio ed a produrlo è la Disaster by Choice, etichetta fondata e diretta da Salvo Pinzone. Una sera per l’appunto mi ricordo di aver incontrato Salvo ad un concerto e, visto che gli brillavano gli occhi perché stava per far uscire un disco che lui riteneva eccezionale, mi ricordo di aver pensato che quel disco sarei stato molto curioso di sentirlo. Ecco, ora l’ho sentito ed in effetti Salvo ha di che rallegrarsi perché questo Point è un album che pur essendo un’opera prima già lascia intendere che è un opera prima ma certamente non unica. Nel senso che ce ne saranno altre, speriamo. Perchè Aldinucci di strada ne farà, magari tocca vedere su che versante, ma le carte ce le ha tutte. Nel concreto si tratta di un campionario sonoro in cui si mescolano rumori di fondo, melodie, frammenti armonici e pulsazioni ritmiche eteree. Il tutto gestito con un’evidente padronanza della composizione strumentale, ancor prima che sonora. Per chi conosce un po’ la Disasters by Choice, questo disco è un disco in perfetto stile Disasters. Per chi non ha mai sentito nulla, sappiate che stiamo parlando dell’etichetta che conta fra le sue fila gente come Melodium, Slowmotion, Layer e collabrazioni con musicisti quali Murcof, Fibla, Isan, Alog, Flotel ed Encre. Ok, visto che vuoi o non vuoi devo adempiere al compito del recensore, aggiungo un’ultima cosa che equilibra tutte queste smancerie: se a volte Obsil avesse dato più spazio all’imprevedibilità della composizione, se avesse cercato di equilibrare un po’ meno i suoni e gli accostamenti, forse allora si sarebbero creati dei rimandi inaspettati e dei fendenti sonori che avrebbero reso davvero unico questo primo capitolo (speriamo) del sodalizio Obsil / Disasters by Choice.

(Valerio Mannucci)