ISAN

Valerio Mannucci

“Plans Drawn in Pencil”

(CD, Morr Music, Wide, 2006)

Se non fosse che alla lunga mi stanco dell’elettronica troppo quieta, vi direi di prendere questo disco immediatamente senza se e senza ma. E in fondo se l’elettronica intimista e un po’ rassicurante vi piace, ve lo dico, compratelo. Perché questo Plans Drawn in Pencil è un bozzetto sonoro di quelli che ti fanno dimenticare le cose brutte. Quando l’ho sentito la prima volta m’è piaciuto, ma ho pensato che a comporlo doveva essere stato qualcuno che si sentiva molto solo. In effetti pur essendo due le menti che stanno dietro al nome ‘isan’, si tratta di due menti solitarie. Il metodo di composizione è infatti particolare. Per un lungo periodo Robin Saville e Antony Ryan, residenti rispettivamente nel Southend e a Reading, si sono mandati e rimandati i suoni e i frammenti melodici da una città all’altra. Evidentemente questo metodo ha funzionato, perché il risultato è più che positivo. Certo, come dicevo all’inizio la coerenza che contraddistingue questo album è di fatto l’unica pecca, se lo si vede sul lungo termine. Il mood delle varie tracce è sempre molto uguale a se stesso, le soluzioni ritmiche e sonore si ripetono spesso, pur nelle loro numerose variazioni. Diciamo che il tono è abbastanza omogeneo da poter un pizzico annoiare. Però ci sono momenti molto commoventi e piacevolmente strappalacrime che ultimamente non è facile incontrare, quindi teniamoceli stretti.

(Valerio Mannucci)