Tokyo Fist

Lorenzo Micheli Gigotti

di Shinya Tsukamoto

(DVD + Booklet) RaroVideo - Eccentriche Visioni

Mettiamola così: se doveste decidere di guardare questo film preparatevi a vivere quell’incubo dove venite presi a cazzotti e non riuscite a darne neanche uno. Scomposti ma dritti in piena faccia senza poter nemmeno fintare. Come nel sogno così nel film. Che cazzo. Così il sentimento portante di questa visone è la frustrazione. La stessa che spinge Kojima a diventare boxeur, rubare la donna al suo compagno di infanzia Tsuda (un modesto impiegato) e a trascinare, il poverino, anche lui, nella rabbia per una vendetta non consumata (uccidere dei teppistelli incarcerati, che avevano stuprato e ammazzato una ragazza). Qualcosa del tipo: “... ma è arrivata prima la polizia. Che cazzo!”.
Un frullatto di carne maciullata, sangue e ossa spezzettate e miscelate dai pugni di due smidollati che finiscono per azzuffarsi, tra di loro, per conquistare la donna amata. E non essendoci i nemici se la sono presa con loro stessi, con il loro doppio, i compagni d’infanzia. Il tutto in un tripudio di esagerazioni e liquami vari (sangue, sudore e saliva) sotto pressione che diventano zampilli da giardino. Così sferrando l’ennesimo colpo “Tokyo Fist” sembra dire: “quando scorre si sente, soprattutto se è sangue.” Pare vero. Eppure sembra che si ritorni a vivere e a sentire il proprio corpo. Come quando dall’incubo ci si sveglia pizzicandosi. Sarà per questo che il tema centrale, per una generazione, a detta di Tsukamoto, senza punti di riferimento ed esperienze storiche e politiche particolari, diventa proprio la mancanza di coscienza.
Gli spalti dell’arena dove si consuma questa reincarnazione a suon di cazzotti è la Tokyo psicotica e tecnologizzata di Shibuya, il quartiere ricco della metropoli. Tsukamoto fa quasi tutto: sceneggiatura, regia, fotografia, montaggio, scenografia e interpretazione. Ne viene fuori uno stile sovrabbondante e sottilmente ironico che, nonostante l’iconografia visionaria, risulta a volte scattoso e di maniera.
Alla fine, tra testate ai muri e pizzettoni, mi sono svegliato. Meno male!
Gli extra del dvd contengono il cortometraggio “Day of fight” di Stanley Kubrick e una video intervista a Ghezzi e Silvestri.

(Lorenzo Micheli Gigotti)